24 luglio 2019

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13.06.2019

Omaggio di Scorsese a Dylan per narrare la sua America

BOLOGNA Da «Mr. Tambourine man» fino a «Knockin on heaven’s door» passando per «Blowin’in the wind» e molti altri brani immortali: Martin Scorsese ha reso omaggio al suo amico Bob Dylan con il film documentario «Rolling Thunder Revue». Oltre due ore e mezza di immagini inedite e testimonianze sul tour di 27 date che, tra l’autunno del 1975 e la primavera del 1976, vide protagonisti attraverso alcune città degli States Bob Dylan e un gruppo di artisti come Joan Baez, Roger McGuinn, Joni Mitchell, Ramblin’ Jack Elliott, Scarlet Rivera, Mick Ronson e il poeta Allen Ginsberg. Il film è stato proiettato in anteprima mondiale all’Arena Puccini di Bologna e in altre 19 città di altri paesi del mondo, prima di sbarcare su Netflix che lo ha prodotto. Siamo nell’America buia e inquieta di metà anni ’70, a pensarci bene non troppo diversa da quella odierna di Donald Trump, e Dylan è quello che è sempre stato fino a quel momento, un simbolo della controcultura, una voce della generazione pacifista degli anni ’60, un cantastorie iconoclasta sempre in cerca di cambiamento. Il cantore della musica folk, che non ha mai avuto paura di voltare pagina e di cambiare: è leggendaria la svolta elettrica e l’urlo rock lanciato dal palco del festival di Newport del ’65 col quale Dylan ruppe con la tradizione folk e per questo accusato addirittura di tradimento dai suoi fan più fedeli. ’Rolling Thunder Revue: A Bob Dylan Story by Martin Scorsesè è un altro capitolo di questa metamorfosi, dieci anni dopo, che nasce dall’urgenza di allontanarsi dall’industria, dai grandi concerti negli stadi. Dylan decide di partire con un piccolo tour spontaneo, imprevisto e imprevedibile, con cui riallaccia il contatto umano, quasi intimo, con il pubblico. Dei piccoli concerti ma con delle grandissime scoperte. Nel corso della narrazione, infatti, Scorsese mostra l’America del bicentenario e del dimissionario Nixon, l’amicizia tra Dylan e Jimmy Carter, la giovanissima Sharon Stone reclutata come tutto fare, e una Joan Beaz travestita da Dylan. •

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