21 settembre 2019

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20.04.2019

Priscilla, il musical dei tacchi a spillo da regine nel deserto

Priscilla la Regina del Deserto: regista Matteo Gastaldo, direttore musicale Fabio Serri  CRISTIAN CASTELNUOVOOggi alle 21.15, domani alle 18
Priscilla la Regina del Deserto: regista Matteo Gastaldo, direttore musicale Fabio Serri CRISTIAN CASTELNUOVOOggi alle 21.15, domani alle 18

«Ehi tu, brutta manza, appiccati il fuoco al cordino del tampax e fatti esplodere la caverna: è l'unica botta che puoi avere!». Deserto vengo a te, coi tacchi a spillo ai piè: sfavillante, coloratissimo, ultrakitsch, «Priscilla La Regina del Deserto» - il musical dei record, tratto dall’omonimo film cult del 1994 diretto da Stephan Elliott, vincitore del Premio Oscar per i migliori costumi e del Grand Prix Du Publique al Festival di Cannes - detona in tutta la sua frivola, ironica irruenza stasera sul palco del Gran Teatro Morato, per un’apoteosi en travesti che solo in Italia ha incollato alla poltrona oltre 350mila spettatori, senza eccezioni nella tappa bresciana, dov’è infatti in programma anche una replica domani alle 18, sempre al Morato. L’appuntamento è per le 21.15, biglietti da 19 a 49 euro. Travolgente avventura «on the road» di tre amici che, a bordo di un vecchio bus rosa soprannominato Priscilla, partono per un viaggio attraverso il deserto australiano alla ricerca di amore e amicizia, finendo per trovare molto di più di quanto avessero immaginato, lo spettacolo è un tripudio di piume, parrucche e hit anni ’70-’80 che «ci fa riflettere sulle maschere che siamo costretti a indossare. Senza avere il tempo di intristirti perché di colpo Gloria Gaynor riprende a cantare, e cominci così a battere le mani, a commuoverti e ridere in una catarsi leggera che ti riempie il cuore». «PRISCILLA Queen Of The Desert the Musical» è infatti il (juke-box) musical australiano di maggior successo di tutti i tempi, visto da più di 6 milioni di spettatori; merito appunto anche di una colonna sonora piena zeppa di «super hit che abbiamo sentito tutti almeno una volta nella vita, da “Boogie wonderland“ a “It’s raining men”, da “Always on my mind“ a ‘I will survive“», lancia la carica il direttore musicale Fabio Serri. Non meno d’impatto tutto il resto: cinquecento costumi, sceneggiatura esilarante, ventisei persone tra audio, sound, direttori di scena, volo, programmazione, video-led, luci, sound, trucco… «Che è un pochino la cosa fantastica di Priscilla - gli fa eco il regista Matteo Gastaldo -. Uno spettacolo grandioso pieno di cose, di cambi scena, tecnicamente difficile, con un cast imponente». La trasgressione? «C’è, ma in formato famiglia: quando il film uscì in Italia il tema era molto più tabù rispetto a oggi, perché è cambiato l’ascolto e le persone sono più libere di esprimersi. Abbiamo tanta strada da fare, ma attraverso questa storia e questo dialogo possiamo vivere molto meglio con noi stessi, accettandoci, accettando le differenze non solo sessuali ma anche etniche e quant’altro. Vedere “Priscilla, la regina del deserto“ è come tornare arricchiti da un viaggio». •

Elia Zupelli
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