14 novembre 2019

Spettacoli

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17.10.2019

Quella Milano da odiare (e amare)

Giallorenzo: sonorità post-rock per un gruppo d’impronta originale
Giallorenzo: sonorità post-rock per un gruppo d’impronta originale

Una band post-rock bresciana, un cantautore bergamasco, una città per cantare ma anche da odiare. Lo dice a chiare lettere il titolo: «Milano posto di merda». Poiché proprio nel capoluogo lombardo ha preso forma il progetto Giallorenzo: ovvero i biancazzurri Malkovic e l’orobico Montag, alias Pietro Raimondi, autore di tutte le 11 canzoni del disco, uniti senz’alcuna ombra di rivalità calcistica ma solo con la ferrea volontà di collaborare ad un progetto anomalo, malinconico omaggio provinciale alla metropoli italiana più amata-odiata. L’antefatto ha radici bresciane: dall’underground cittadino vengono i Malkovic, Fabio Copeta, Simone Bossini e Giovanni Pedersini, «nati a Milano nel 2015». Dopo 2 ep è uscito il primo album «Tempismo», 10 tracce post-rock. On the road, l’incontro proficuo con Montag per una sfida particolare: un disco in cui ogni brano è la storia di un matto incontrato sulle strade milanesi. Le 11 tracce diventano l’unica, romanzesca vicenda di Giallorenzo, realmente trovato morto da due mesi in casa propria, in cima al palazzo dove la band ha vissuto a Milano Est. Uno sconosciuto cui i Giallorenzo hanno deciso di regalare un passato ed un futuro tributandogli il proprio nome e trasformandolo nel capo dei pazzi anche nella fanzine vecchio stile che il gruppo ha fatto circolare in città e ai concerti. Un altro modo per dare vita ad un lavoro che cerca il suo sound tra le pieghe di un lo-fi sgangherato ma lucido, con un anarchico tocco punk che affiora qua e là e melodie indie pop da cameretta. «Milano è un posto di merda» è in tutti gli store digitali per La Tempesta Dischi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

C.A.
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