26 aprile 2019

Spettacoli

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11.03.2019

Quelle fantastiche navi alpine Venezia aiuta Brescia via acqua

Brescia è sotto assedio. 1438. Nicolò Piccinino, al soldo del Duca Filippo Maria Visconti, tiene in ostaggio la città. La guerra di Milano contro Venezia stringe Brescia - prezioso possedimento della Serenissima - in una morsa di fame, morte, disperazione. E non ci sono santi! Nemmeno Faustino e Giovita, protettori salvatori - qui - nulla possono. Qui - nell’intenso sesto romanzo di Rosaria Tenore Nicoletti - l’evento straordinario è un altro. È quella sorta di «miracolo» ideato dai veneziani per soccorrere Brescia sorprendendo i milanesi alle spalle; ben 31 imbarcazioni salperanno dalla laguna per risalire il corso dell’Adige e raggiungere il Garda; per farlo dovranno attraversare le montagne del Trentino. «Navi sui monti» (Lupi 259 pagine, 10 euro), bel mix di storia e fantasia, racconta l’incredibile azzardo. La titanica impresa di una «navigazione terrestre» attestata negli antichi archivi veneziani cattura l’interesse dell’autrice. CI PENSA molto. Ogni giorno, dice. «Poi, come accade spesso a chi ama raccontare storie, piano piano mi accorgo che hanno preso corpo, anima e voce, i vari personaggi. Sono venuti fuori uno alla volta dal buio incerto della mia mente e si sono allineati davanti al mio sguardo curioso». Pronti a rendere presente e vivo quel remoto passato. È Delfo - abilissimo «mastro d’ascia» di Mori, impegnato nel restauro del Palazzo dei Gonzaga a Mantova - a narrare, rievocando. Sono trascorsi 20 anni da quando, allora 16enne, vede «un’intera flotta da guerra scalare le montagne», scivolando su possenti tronchi d’albero. Alla folle spedizione - 1439 - anche lui partecipa accanto al padre, l’eccellente artigiano del legno Serafino Torres, trascinato nell’avventura dall’amico d’infanzia Andrea il cretese, Nostromo della gloriosa marina veneziana, ideatore dello spericolato piano. NEL LAGO la battaglia è feroce; tanto coraggio, un tradimento, infine il cupo strazio della disfatta tra sangue e rabbia. Ma l’eccezionale sfida militare sta nel cuore di una storia ricca di tante altre sfide - e vite - che s’intrecciano. Quotidiane fatiche, affetti forti e sentimenti complessi; pene segrete, sogni e sorprese d’un avvincente libro che Rosaria Tenore dedica «ai sognatori di imprese impossibili, agli ignoti eroi». •

Piera Maculotti
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