09 agosto 2020

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01.04.2020 Tags: Musica

#Reagiamoallapaura: Brescia «si rialza. Sempre»

Un’immagine del video firmato da Enrico Fappani su Bresciaoggi.it
Un’immagine del video firmato da Enrico Fappani su Bresciaoggi.it

Arte, Teatro, Musica dalla Camera. Ma non solo. Il mantra #Reagiamoallapaura, sulle coordinate di www.bresciaoggi.it, significa anche Cinema dalla Camera. È la Brescia che resiste, che sta combattendo un nemico invisibile. Non è una guerra, non ci sono fucili né cannoni, ma ci sono perdite sul campo, e dolore ovunque. Serviva un animo poetico, con lo sguardo nitido e la risoluta acutezza di Enrico Fappani), per restituire in un filmato l’immagine di una città bella anche quando è ferita. Per rivolgere una dedica delicata e ferma agli eroi della Leonessa di oggi e di ieri. In un momento in cui è giusto anche piangere. Emozionarsi. Sentirsi vivi, e forti, nella sofferenza. Come sa esserlo Brescia, coraggiosa e fiera. «Brescia che... Gli eroi, le giornate 1849, 1974, 2020». Brescia che si rialza. Sempre. L’iniziativa di Bresciaoggi spazia dalle sette note al teatro, dalla recitazione alle mostre, dalle letture ai djset, e ha già visto offrire un contributo prezioso da parte di talenti quali Daniela Savoldi a Giulio Tampalini, Angela Kinczly, Lisa Marie Simmons e Aldo Bicelli, Roberto Capo ed Enrico Fappani con «Ch'él Chì Chèl Lé», Paolo Cattaneo, Stefania Maratti e Leonard Lawrence, Beatrice Faedi ed Elena Vanni, Paolo Linetti e Joao, il dj che ha proposto sul sito due video differenti ispirati da differenti generi musicali. DALLA TERRAZZA di casa sua a Fiumicello il dj bresciano - che fu a lungo resident di Trinity College, Lattepiù Live e Lio Bar, ormai da anni in consolle alla Latteria Molloy in città e all’Art Club Disco a Desenzano - ha rinnovato una tradizione che vuole la musica a proprio agio sui tetti (Beatles docent) con due miniset d’ispirazione disco. Un approccio meno rock, rispetto al mix in apertura al concerto di fine tournée di Omar Pedrini al Fabrique di Milano, quattro mesi fa, ma più tendente al funk e all’electro, generi non proprio imparentati. All’apparenza. In una clip è il genere funky a farla da padrona, dominando la scena fin dall’omaggio a «Get lucky» dei Daft Punk (un messaggio di speranza) , prima della dance virata al pop di Robin Thicke con «Blurred lines» e di un doppio tributo agli Chic: dall’Inghilterra, con quella «Another one bites the dust» dei Queen che quarant’anni dopo riesce a suonare modernissima, alle «Strade» dei Subsonica, con il gelido wah di «Da funk» (Daft Punk, ancora loro) a fare da trait d’union. L’electrofunk dei Subsonica ha aperto la strada al secondo miniset di Joao: dal ghiaccio bollente dei Royksopp (con l’algida «The girl and the robot») alla delicatezza di Lily Allen («Not fair»). Per poi molleggiarsi con i Gorlllaz di «Feel good inc», patchanka che accontenta l’esercito nerd e il popolo della notte in una sola strofa. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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