16 settembre 2019

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17.04.2019

Renga «L’altra
metà di me
è tutta nel disco»

Cover dell’album che esce il 19, data del firmacopie a Roncadelle
Cover dell’album che esce il 19, data del firmacopie a Roncadelle

«Questo disco? Uno spartiacque tra ciò che sono stato e ciò che sarò». Francesco Renga inaugura un nuovo capitolo della sua carriera: venerdì esce «L’altra metà», ottavo album di inediti a tre anni da «Scriverò il tuo nome». Stessa partenza per l’instore tour di presentazione: alle 18.30 da Elnòs a Roncadelle il primo firmacopie ufficiale. «Si ricomincia da casa in grande comodità - racconta la voce più amata di Brescia -. Non vedo l’ora: ho voglia di ritrovare tutta la mia gente, abbracciarla, un conto è una storia su Instagram, un conto aver di fronte i fan. Gli instore all’inizio non mi convincevano, ora li apprezzo: momenti più intimi in cui puoi davvero conoscere le persone che ti amano e ti seguono».

E l’altra metà cui allude il titolo?
È quella parte della mia vita che non avevo mai raccontato, la diversa prospettiva arrivata con il traguardo dei 50 anni: ho affrontato come tutti sanno grandi cambiamenti che ho voluto condividere con il mio pubblico. Le canzoni rispecchiano la volontà di delineare una nuova cifra espressiva rispettosa di tutto quello che sono stato e ho cantato ma capace di tenermi legato alla contemporaneità, a quello che mi gira intorno. Sento di aver trovato un nuovo linguaggio consono e consapevole al tempo che vivo: non è stato facile, il risultato non era scontato ma ora sono felice, radioso addirittura perché ho tra le mani un disco che riascolto tutte le sere prima di andare a letto.

Quale il processo creativo che ha portato a questi risultati?
La mia rivoluzione personale è iniziata con “Tempo Reale”: ascoltavo i nuovi autori, Coez, Gazelle, Calcutta, un approccio così spontaneo al canto e alla scrittura mi ha dato la consapevolezza di un grande cambiamento in atto. Un po’ come ai tempi dei Timoria quando il rock in italiano stravolse il panorama. Ho capito che se fai canzoni pop e la tua urgenza è quella di avere un racconto da condividere con la gente allora il linguaggio deve essere consono a quello del pubblico. Ascoltando i brani del nuovo disco mi rendo conto dell’enorme passaggio che ho affrontato, del lavoro che ho fatto su me stesso, traguardo impensabile solo fino a qualche anno fa.

Cosa resta dell’ultimo Sanremo?
Volevo che il racconto del disco cominciasse così, portando all’Ariston quella canzone molto classica: avevo già capito che sarebbe cambiato anche Sanremo ma credo sarebbe stato un errore andare con un pezzo diverso da quello.

Il 27 maggio e 13 giugno le anteprime live a Verona e Taormina, in autunno il tour (per ora niente date a Brescia), a primavera 2020 l’Europa: come si prepara?
Lavorando senza sosta alla scaletta, agganciando le cose più vecchie a quelle nuove. Nel tour con Nek e Max Pezzali ho imparato che la priorità è quella di essere pronto a condividere ciò che la gente vuole veramente: fondamentale per la riuscita di un live. Sembra scontato, ma non vedo l’ora di tornare con la mia band e sentire che effetto faranno le nuove canzoni. •

Claudio Andrizzi
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