14 ottobre 2019

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19.09.2019

Saraluce sa illuminare una nuova via del pop

La copertine del disco in uscita domani GIULIA BARTOLINI BLU PHOTOGRAPHERSaraluce: canta e suona il pianoforte GIULIA BARTOLINI BLU PHOTOGRAPHER
La copertine del disco in uscita domani GIULIA BARTOLINI BLU PHOTOGRAPHERSaraluce: canta e suona il pianoforte GIULIA BARTOLINI BLU PHOTOGRAPHER

Cantare, in italiano, oggi. Senza paura di raccontarsi in una forma canzone che sa farsi autobiografia e non autobiografismo, dolce ma mai non zuccherosa. Così le rotte che cerca Saraluce, nelle sue galassie eteree pervase da ritmi incalzanti, esplorano una via del pop fuori dal tempo. «La fine non esiste»: l’inizio è domani, ultimo giorno d’estate, per il lancio di un disco d’esordio che vibra di malinconia. Indie fin dalla scelta di autoprodursi, oltre che nella fierezza con cui non scimmiotta le mode imperanti. UNA FORMULA suadente, da riscoprire dal vivo nel release party in programma la sera di giovedì 10 ottobre sul palco della Latteria Molloy. «Fumarmi un po’ di te» è un’introduzione lenta, levigata, luminosa, nel mondo di un’artista che muove i primi passi forte di uno stile già nitido, figlio del suo vissuto. Un disco che le somiglia dai testi alle melodie senza soluzione di continuità. I rintocchi inesorabili di un «Momento perfetto» trasformano lo specchio del brano d’apertura in un vetro così trasparente da spogliare di ogni remora. Fermo-immagine di un fuoco che più di tanto non si può contenere. «Il letto è ghiaccio senza te», canta Saraluce in «Scarpe nuove», terzo passo di un viaggio ricco di potenziali singoli. Per esempio questo, con la prima strofa («Ti metto in pausa per un po’») che si candida a tormentone. E un ritornello che riporta ai cieli tersi del periodo «Frozen» di Madonna. L’inverno inatteso che non lascia «biglietto d’avviso» dà i brividi di «Settembre», fra i brani apripista all’uscita del disco, con la voce di Saraluce a farsi largo senza smettere di cercare il tepore di uno sguardo confuso. Salto nel vuoto «per poi risalire». «UN’ORA ANCORA» è una vampata d’alta classe, fra i punti massimi di un disco che non esita a mandare il cuore in contromano («Sto risalendo»), quando niente è come prima («Lasciami») e c’è una fine da ricordare («Tu e noi»). Certo, si parla d’amore; ma «tra le crepe sulla pelle», alzando il volume, a esprimersi è l’anima in ogni suo slancio. Le sofferenze, i sentimenti. La volontà di dare a un amore, il suo, «la possibilità che non gli era stata concessa: essere eterno. Perché alla fine conta quello che resta». L’album, disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming, composto di 8 meditate tracce, è stato scritto, prodotto e arrangiato da Saraluce (al secolo Sara Magra, classe 1988, padre catanese e madre bresciana, studi classici nel suo passato), insieme a Marco Franzoni: musicista e produttore bresciano che ha concentrato la sua esperienza nel Bluefemme Stereorec, a Montirone, . • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gian Paolo Laffranchi
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