16 settembre 2019

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18.04.2019

Solo canta Johnny E il mito rivive con i Broadcash

Il cantautore romano e i Broadcash domani sera si esibiranno a Brescia alla Latteria MolloyBobby Solo: ha 74 anni
Il cantautore romano e i Broadcash domani sera si esibiranno a Brescia alla Latteria MolloyBobby Solo: ha 74 anni

Bobby Solo canta il mito Johnny Cash: sarà completamente dedicato al «man in black» dell’outlaw country americano il concerto che il grande veterano del rock and roll italiano terrà domani sul palco della Latteria Molloy a Brescia. Con il cantante romano la band dei Broadcash, che da oltre dieci anni porta in giro in tutto il Belpaese un verace e sanguigno tributo a Cash con grande fedeltà al suono dei primi anni targati Sun Records. E a coronamento della serata torna Electro Vs Rock Party, il format a quattro mani di Joao e Mekis che promette ritmi al cardiopalmo fino a notte fonda per chi voglia attendere la vigilia di Pasqua direttamente sul dancefloor. Inizio alle 22, biglietti a 15 euro, 13 per chi prenota la cena scrivendo a info@latteriamolloy.it. Non ha bisogno di presentazioni, Bobby Solo: un nome, un volto, una voce ed un ciuffo onnipresenti nella storia della canzone italiana, da oltre cinquant’anni. Il primo 45 giri nel 1963, con quella voce perfetta per cantare i classici country e rock made in Usa, generi che lo hanno contagiato fin dall’adolescenza. Con Celentano e Little Tony ha formato la triplice nazionale dei discepoli di Elvis Presley. E Johnny Cash? «L’ho conosciuto alla base americana di Rammstein in Germania negli anni ’60 – racconta -. Straordinario: suonava con la Carter Family, gli Statler Brothers ai cori, Carl Perkins alla chitarra. Era magnetico». Roberto Satti, come Bobby è stato registrato all’anagrafe romana il 18 marzo del 1945, non è nuovo a celebrazioni filologiche in chiave roots del patrimonio tradizionale americano: restano agli annali l’album «Le canzoni del west», realizzato nel lontano 1966, o la collaborazione con i Guano Padano del bresciano Alessandro Asso Stefana, con i quali interpretò «Ramblin’ man» di Hank Williams sul loro primo album. «IN TV GLI FANNO sempre cantare “Una lacrima sul viso” o “Se piangi se ridi” – dicono di lui i Broadcash -. Ma Bobby è folle e ribelle, fuori da ogni schema, un anarchico che vive solo per la musica, la chitarra, gli amplificatori». Il cantante ha incontrato la giovane band durante un concerto a Pisa di cui era guest star: da quel giorno è nata una collaborazione sfociata nella registrazione di un un ep in vinile con quattro classici di Cash, pubblicato ad ottobre dello scorso anno. Ora, in occasione del 50esimo anniversario della pubblicazione del mitico «Live at Folsom Prison», l’album di Cash che non dovrebbe mancare in nessuna collezione di dischi che si rispetti, Bobby e i Broadcash hanno deciso di unire le forze per un tour che promette tutti i classici, cantati da una voce dotata di tutta l’autorevolezza ed il carisma necessari per affrontare un repertorio leggendario. •

Claudio Andrizzi
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