18 novembre 2019

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20.06.2019

Springsteen accende tutte le stelle d’America

Il boss è tornato sulle infinite autostrade d’America, nella profonda provincia nascosta, quella dei loser senza nome, di quella quotidianità marginale così ricca di umanità, sogni e speranze dei suoi dischi migliori. Viaggio rigeneratore, che ha riacceso l’ispirazione dei tempi d’oro gettando le basi per il miglior album di Bruce Springsteen da almeno vent’anni a questa parte. «Western Stars» sembra quasi il «The River» degli anni 2000, aggiornato all’attuale sensibilità dell’autore, ma con lo stesso ambizioso, partecipato respiro narrativo: le fitte trame rock ‘n roll stemperate in toni crepuscolari e riflessivi, in canzoni epiche ma sommesse, tutte bellissime, toccanti, emozionanti, senza eccezione. Un disco di grandi tramonti, di nostalgie agrodolci per tempi meno bui, un canto elegiaco per un Paese che ha perso la capacità di stupirsi. Il manifesto di uno Springsteen che, all’alba dei 70 anni, mette in scena lo spettacolo di una maturità inquieta, creativa, espressa in una musicalità ambiziosa e di grande profondità. (Columbia)

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