09 dicembre 2019

Spettacoli

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20.11.2019

«The Full Monty» sa sedurre con il sorriso

«The Full Monty»: questa sera la replica al Gran Teatro Morato, in via San Zeno FOTO ANTONIO AGOSTINIUno show che sa strappare il sorriso FOTO ANTONIO AGOSTINISpettacolo buffo e irresistibile a Brescia FOTO ANTONIO AGOSTINI
«The Full Monty»: questa sera la replica al Gran Teatro Morato, in via San Zeno FOTO ANTONIO AGOSTINIUno show che sa strappare il sorriso FOTO ANTONIO AGOSTINISpettacolo buffo e irresistibile a Brescia FOTO ANTONIO AGOSTINI

Prima chance di vedere Gianni Fantoni nudo: andata. Nessun problema però: per chi si fosse perso cotanto spettacolo, attizzato alla vigilia anche dalle dichiarazioni sibilline rilasciate dal suo sodale in scena Luca Ward a Novella 2000 - «Nessuno di noi se lo sarebbe mai aspettato e invece quando si è tolto il tanga per la prima volta durante le prove siamo rimasti senza parole: enorme!» - l’appuntamento si rinnoverà fra poche ore al Gran Teatro Morato, dove gli squattrinati organizzati di «The Full Monty», dopo il plebiscito di applausi raccolto ieri sera, concederanno allegramente il bis nella seconda delle due tappe cittadine del musical che a vent'anni dalla prima edizione sta sbancando in tutta Italia nella versione firmata da Massimo Romeo Piparo. BRESCIA non ha fatto eccezione, nel consenso riservato in termini di applausi e sorrisi a un appeal senza tempo. Anzi: merito di una storia estremamente attuale, i cui riferimenti, dal tema del lavoro alla voglia di riscatto di una generazione, sono trattati con leggerezza e grande ironia; non meno, di un cast ben assortito e decisamente affiatato, che sul palco sembra divertirsi parecchio e diverte di conseguenza. Da Paolo Conticini a Jonis Bascir, da Nicola Vaporidis (esordio assoluto nel musical e non sentirlo) allo stesso Luca Ward, passando per il già citato, irreprensibile Gianni Fantoni, tutti hanno fatto un’ottima figura. In crisi economica, mistica ed esistenziale, gli intrepidi quarantenni s’ingegneranno per sbarcare il lunario, ma ancor prima per tornare a credere in loro stessi e a dare una svolta alle loro vite opache e irrisolte. Perfino superfluo ricordare in che modo: improvvisandosi spogliarellisti, ovviamente. Con tanto di servizio completo – il sospirato «full monty», appunto - generosamente sciorinato nel gran finale soft core. In quello che era stato annunciato come «un seducente e allegro chiaroscuro… per la gioia delle spettatrici più golose». Vista l’ovazione, pare abbiano apprezzato. Così come applaudita, anche se comprensibilmente con meno vigore, è stata la scelta di ambientare lo spettacolo non a Sheffield, come il film, tantomeno a Buffalo, come il musical, bensì in una caliginosa Torino. Questa versione di «The Full Monty» si svolge nella città che, dopo aver attirato con le sue grandi industrie persone da ogni angolo d’Italia nell’età dell’oro dell’occupazione, adesso fa i conti con la crisi economica e la fine di un’epoca. Tratto dall’omonimo film inglese campione d’incassi nel mondo, risalente al 1997, scritto da Terrence McNally e musicato da David Yazbeck, «The Full Monty» formato Piparo osa anche sul piano musicale, con testi interpretati in italiano, attori a proprio agio anche nel frangente «lirico» e l’orchestra diretta da Emanuele Friello a mettere il punto esclamativo sull’intera performance, che non manca di divertire tipologie diverse di pubblico per uno spettacolo sicuramente accattivante. QUESTA SERA si replica: appuntamento alle 21, biglietti da 30 a 60 euro disponibili sia in prevendita che direttamente alle casse della sala di via San Zeno fino a esaurimento posti (www.granteatromorato.com). • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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