22 aprile 2019

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08.03.2019

Tre Allegri Ragazzi Morti: «Un viaggio sempre nuovo»

I Tre Allegri Ragazzi Morti: guardano dall’alto la scena rock italiana da oltre vent’anni MAGLIOCCHETTIDavide Toffolo: musicista, fumettista, artista. Stasera a Brescia
I Tre Allegri Ragazzi Morti: guardano dall’alto la scena rock italiana da oltre vent’anni MAGLIOCCHETTIDavide Toffolo: musicista, fumettista, artista. Stasera a Brescia

Niente biglietti per i Tre Allegri Ragazzi Morti: è clamoroso sold out in prevendita per il nuovo tour della band di Davide Toffolo, questa sera in scena sul palco della Latteria Molloy con le canzoni del nuovo album «Sindacato dei Sogni». «Grande Brescia, non ci delude davvero mai – afferma il leader del trio -. Città dove da sempre respiriamo una grandissima attenzione per la musica, fieri di questo tutto esaurito in un locale che stimiamo moltissimo come la Latteria: ai nostri fan bresciani promettiamo il nostro miglior concerto, come dice chi lo ha già visto. Show tutto nuovo, vagamente surreale, con una vena psichedelica molto legata alle atmosfere del nuovo disco». Lavoro fra i più riusciti della carriera: quali spunti hanno acceso l’ispirazione? C’era fra noi una gran voglia di reincontrarci. Ci siamo messi alla ricerca di un produttore speciale che ci aiutasse a superare questa contingenza di una musica italiana che mai come in questo periodo suona fin troppo italiana: l’abbiamo trovato in Matt Bordin, musicista già in Mojomatics e Squadra Omega, che ci ha messo a disposizione il suo straordinario studio tra i boschi del Montello, in provincia di Treviso. Quattro session, vita in comune, la mattina si registrava, la sera si ascoltava musica: tanto krautrock, Grateful Dead, Television. E naturalmente i Dream Syndicate. Che alla fine avete omaggiato nel titolo. Vero, anche se a me piace immaginare i Tre Allegri Ragazzi Morti come un Sindacato dei Sogni, gruppo di protezione per altri ragazzi morti in giro per l’Italia che sognano un’esistenza diversa da quella che stiamo vivendo. Un ritorno alle origini? Un ritorno al rock: il disco assomiglia alle nostre prime cose per temi e suggestioni ma con un risultato completamente diverso. Non siamo una formula, ma un’alchimia che si rinnova costantemente, un viaggio sempre nuovo. Nel video della splendida «Bengala» anche una citazione di Banksy: da fumettista come giudica il suo impatto sull’arte contemporanea? Mi piace molto. Lo street artist è quello che riesce a mettere in relazione le problematiche della vita con l’arte. Vent’anni di carriera e state ancora andando forte: il segreto? Siamo rimasti orizzontali, affrontiamo ogni cosa con lo spirito della prima volta: un laboratorio di comunicazione e idee. Ultima provocazione, il contest per trovare i nuovi Ragazzi Morti: pronti a gettare la maschera? No: siamo un’identità collettiva, qualcuno si potrà sostituire in futuro alla nostra fisicità. Hanno risposto in tanti, oltre 100. Anche i bresciani Pissed Lane: giovanissimi, fenomenali, praticamente noi nel ’94. Hanno aperto il concerto di Padova. A Brescia per ironia della sorte ci sarà un bergamasco: Piccoli Bigfoot, cantautore punk mutante, mascherato pure lui. Bravissimo.

Claudio Andrizzi
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