04 agosto 2020

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06.12.2019

Verdi più Zeffirelli: l’Aida al Grande mezzo secolo dopo

L’Aida chiuderà questa sera la stagione lirica del Teatro GrandeDa più di cinquant’anni il capolavoro di Verdi non veniva rappresentato sul palco del teatro cittadino
L’Aida chiuderà questa sera la stagione lirica del Teatro GrandeDa più di cinquant’anni il capolavoro di Verdi non veniva rappresentato sul palco del teatro cittadino

Non ci poteva essere conclusione più suggestiva e spettacolare per la stagione lirica del Grande. Questa sera alle 20.30 l’appuntamento è con l’Aida di Giuseppe Verdi (domenica alle 15.30 la replica), che a Brescia mancava da più di mezzo secolo. Il «capolavoro egizio» del Cigno di Busseto era stato messo in scena l’ultima volta il 12 febbraio del 1957 - all’epoca la stagione del Teatro Grande si svolgeva nel periodo del Carnevale -, diretta dal podio da Armando La Rosa Parodi, con Simona Dall’Argine nel ruolo della schiava etiope, il mezzosoprano Gina Consolandi come Amneris, il tenore Umberto Borsò come Radames, il baritono Walter Monchesi nel personaggio di Amonasro e il basso Ivan Sardi in quello di Ramfis. Tornando ai giorni nostri, OperaLombardia porta al Grande un allestimento di notevole interesse, quello realizzato da Franco Zeffirelli per un’occasione e un teatro del tutto speciali: era infatti il 2001, e per celebrare il centenario della morte di Verdi fu scelto il piccolo ma affascinante teatro di Busseto, il «Verdi» appunto, paese della provincia di Parma che diede i natali al grande operista (nato per la verità nella frazione di Roncole). Zeffirelli avrebbe più tardi raccontato così questa sua impresa: «Penso, e ne ho avuto conferma dalla notorietà internazionale e dal successo che ebbe lo spettacolo a Busseto e nei tanti teatri dove è stato poi presentato, che davvero quell’Aida piccola e prodigiosa sia il più riuscito e più felice spettacolo d’opera che abbia mai creato, il miglior rimedio ai miei malanni. Al debutto, il 27 gennaio 2001, nella ricorrenza della morte di Verdi, il teatro era stracolmo di un pubblico molto speciale. C’erano pure Renata Tebaldi e Giulietta Simionato, che avevano maestosamente cantato le parti di Aida e Amneris in tutto il mondo negli anni del loro splendore; molte volte insieme a Bergonzi nel ruolo di Radames. Dopo il duetto d’amore del terzo atto, il pubblico, commosso, si alzò in piedi e applaudì per cinque minuti». LA REGIA DI ZEFFIRELLI viene ripresa oggi da Stefano Trespidi e i costumi originali di Anna Anni sono stati ripensati da Lorena Marin; le coreografie sono state curate da Luc Bouy e le luci da Fiammetta Baldiserri. Francesco Cilluffo sarà alla guida dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali: un direttore conosciuto e già apprezzato dal pubblico bresciano lo scorso anno nel dittico «La voix humaine» di Poulenc e «Cavalleria Rusticana» di Mascagni. Nei ruoli principali di Aida avremo questa sera il soprano Maria Teresa Leva accanto al tenore Samuele Simoncini per Radames; il mezzosoprano Cristina Melis sarà Amneris e Leon Kim impersonerà il re guerriero Amonasro, Fabrizio Beggi il sacerdote Ramfis e Francesco Milanese il Re d’Egitto; completano il cast Alessandro Mundula come Messaggero e Teresa di Bari come Sacerdotessa. Uno spettacolo unico. che si ripete a Brescia dopo 50 anni di attesa. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Fertonani
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