19 agosto 2019

Spettacoli

Chiudi

11.01.2019

«Vi racconto i miei
anni con Fabrizio
De André»

De André e Cordini nella foto di copertina di Rolando Giambelli
De André e Cordini nella foto di copertina di Rolando Giambelli

Un diario di bordo tra ricordi ed emozioni per raccontare un mito della canzone d’autore italiana: Giorgio Cordini si reinventa scrittore con «I miei otto anni con Fabrizio De André», debutto letterario in uscita in tutte le librerie venerdì 11, giorno del ventesimo anniversario della scomparsa del grande Faber. Scelta di cuore, con la quale il chitarrista di origini veneziane, di adozione bresciana anche se ormai trasferitosi in terra bergamasca, ha voluto testimoniare l’intensità di un legame umano ed artistico che a distanza di due decenni resta ancora vivo.

DIFFICILE del resto, per il musicista, prescindere da quella meravigliosa «parentesi» che dal 1991 al 1998 lo ha visto militare in qualità di chitarrista nella band del cantautore genovese: esperienza totalizzante, che Cordini per la prima volta ha voluto riassumere cercando di mettere ordine nel baule dei ricordi, dando vita ad una raccolta di racconti ricchi di aneddoti gustosi, come un diario. Pubblicato da Fingerpicking.net, disponibile anche in digitale, il volume verrà presentato a Brescia da Rinascita il 23 gennaio: in copertina una foto scattata nel dicembre 1990 da Rolando Giambelli durante le prove del tour «Le Nuvole», legato all’album omonimo e primo banco di prova per la lunga militanza di Cordini a fianco di De André. «Questo libro è un progetto cui tengo davvero in modo particolare – racconta Cordini -. Si tratta di una raccolta di brevi episodi nei quali ho descritto il periodo nel corso del quale ho suonato chitarre, mandolino, bouzouki a fianco di De André. Ho cercato di raccontare i momenti che più mi sono rimasti impressi nella memoria, le situazioni che mi hanno toccato maggiormente, suscitando emozioni soprattutto gioiose ma a volte anche tensioni ed inquietudini. Ho messo in queste pagine quelle vicende che credo valesse la pena conservare per chi, come me, ha amato Fabrizio e di lui sente ancora la mancanza». L’idea è nata in palcoscenico. «Dopo la morte di Fabrizio, ero un po’ scettico sull’idea di riproporre dal vivo le sue canzoni, ma in seguito mi sono convinto del fatto che in fondo era giusto che chi lo aveva conosciuto lavorando fianco a fianco con lui fosse testimone della sua arte. Così ho cominciato a portare in giro il suo repertorio. Un giorno mi sono detto: prima che mi dimentichi tutte quelle esperienze è meglio che le metta per iscritto». Dal libro emerge un ritratto a tutto a tutto tondo di un gigante del Novecento. «In realtà – avverte Cordini - sono partito sempre da me stesso, ma così facendo è venuto fuori anche un Fabrizio inedito. A volte penso che nel mondo di oggi uno come lui farebbe fatica ad imporsi: ma mi rincuora vedere l’entusiasmo delle nuove generazioni nei confronti della sua musica».

C.A.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok