12 dicembre 2019

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19.11.2019

Viaggio Senza Vento al Fabrique Il gran finale è un «art rock party»

Mauro Pagani: era in «Viaggio senza vento» come Eugenio  FinardiOmar Pedrini: cantautore, fondatore dei Timoria RICCARDO DIOTALLEVI
Mauro Pagani: era in «Viaggio senza vento» come Eugenio FinardiOmar Pedrini: cantautore, fondatore dei Timoria RICCARDO DIOTALLEVI

Giunge al capolinea il lungo «Viaggio senza vento» di Omar Pedrini: lunedì 2 dicembre lo Zio Rock sarà al Fabrique di Milano per l'ultima tappa del tour dedicato al venticinquennale del capolavoro targato Timoria. Finale decisamente col botto: non un semplice concerto, piuttosto un vero e proprio «art rock party» (copyright dello stesso Omar) con sorprese, ospiti prestigiosi da Nicolai Lilin, scrittore e tatuatore siberiano che racconterà del rock in Russia ai tempi de comunismo e del rischio climatico globale, ad una figura centrale della psichedelia italiana come Matteo Guarnaccia. Nel cast anche Eugenio Finardi e il conterraneo Mauro Pagani, imprescindibili figure di riferimento del rock anni '70: guest star di «Viaggio senza vento» nel 1993, saliranno sul palco per duettare con Pedrini negli stessi brani in cui suonarono 25 anni fa, ovvero «Verso Oriente» e «Lombardia». IN PROGRAMMA c’è anche la proiezione di «Lawrence-A life in poetry» di Giada Diano ed Elisa Polimeni, straordinario docufilm sul mito Lawrence Ferlinghetti, padre della beat generation, vera e propria guida spirituale per Omar anche per le radici bresciane celebrate in città a Santa Giulia da una splendida mostra. In apertura e chiusura, le selezioni rock and roll di Dj Duli da Vigevano e Dj Joao da Brescia, per far muovere il pubblico prima e dopo il live. Così si concluderanno i festeggiamenti partiti il 26 ottobre scorso con il ritorno nei negozi in edizione rimasterizzata del Viaggio originale, concept pubblicato per la prima volta anche in vinile (format che nel '93 era dato ormai per spacciato) e anticipato nelle radio dal singolo «Angel», inedito riaffiorato dalle session originali, completato nel '94 da Omar che scrisse il testo sull'onda emotiva provocata dal suicidio di Kurt Cobain. Una delle rarities nella nuova edizione insieme alla cover di «I can't explain» degli Who e ad 11 demo. «È arrivato al quinto posto della classifica dei vinili, al dodicesimo di quella dei cd – ricorda Omar con orgoglio -. Soprattutto questo progetto ci ha dato l’occasione di ritrovarci, tutti insieme, per la prima volta dopo anni, per parlare di questo nostro figlio diventato grande: la nostra sfida più grande, una mezza follia per quei tempi pensare ad una specie di rock opera in stile “Tommy”, per di più cantando in italiano. Ma eravamo arrivati ad un punto morto e la storia del mio alter ego Joe ci ha rilanciati diventando un successo oltre ogni aspettativa». E l’eco di quell’album non si è ancora spenta. LO SHOW ha riscosso un grande successo in tutta Italia, a partire dal doppio sold out di febbraio alla Latteria Molloy: lunga marcia destinata a chiudersi con un trionfale epilogo al Fabrique di Milano, lunedì 2 dicembre, con tanti ospiti e sorprese garantite. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Andrizzi
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