20 novembre 2019

Spettacoli

Chiudi

14.06.2019

I MAGNIFICI DELLO STREGA

La cinquina: Benedetta Cibrario, Marco Missiroli, Claudia Durastanti, Nadia Terranova e Antonio Scurati
La cinquina: Benedetta Cibrario, Marco Missiroli, Claudia Durastanti, Nadia Terranova e Antonio Scurati

Antonio Scurati domina con 312 voti la cinquina del Premio Strega 2019 votata per la prima volta al Tempio di Adriano a Roma. Dato in grande impennata alla vigilia della votazione, il suo monumentale «M. Il figlio del secolo» (Bompiani) ha ampiamente staccato, in questa 73esima edizione del premio che vede sul podio tre donne, quello che veniva dato fino all’ultimo per suo diretto concorrente, Marco Missiroli, superfavorito con «Fedeltà» (Einaudi) da un anno, che invece si è piazzato terzo con 189 voti. Sfumato il duello, al secondo posto un po’ a sorpresa è arrivata Bendetta Cibrario con 203 voti per «Il rumore del mondo» (Mondadori). Il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso la storia di Benito Mussolini in oltre 800 pagine, con un approccio inedito, che rispetta le fonti storiche ma fa un ritratto romanzato del duce, ha avuto la meglio sulle disillusioni e il racconto delle disgregazioni relazionali a cui ha dato voce Missiroli. Alla sua terza volta allo Strega, dopo aver sfiorato due volte la vittoria, Scurati, presentato da Francesco Piccolo che nel 2014 vinse superandolo di 5 voti, sembra avere davvero questa volta la vittoria tra le mani. E lo mostra anche la serenità con cui ha seguito lo spoglio dei voti. «Credo nella letteratura come forma alta di conoscenza. Mi ha fatto enorme piacere il consenso dei lettori, c’è un gran bisogno di capire e si è manifestato», ha detto al Tempio di Adriano che è un luogo che gli piace, magico. «Sono recidivo», aggiunge poi con tono scherzoso parlando della sua terza volta allo Strega. Per «M. Il figlio del secolo» ha fatto anni di studi e tra gli aspetti sorprendenti di Mussolini sottolinea: «Era un uomo vuoto, privo di idee, di strategie. Assecondava la folla, non la guidava. Non è un giudizio morale ma oggettivo». Il libro «è il primo di una trilogia. Sto scrivendo il secondo e voglio arrivare fino a piazzale Loreto». Intanto Wildside ha acquisito i diritti per farne una serie tv. A rallentare la corsa di Missiroli, fresco della vittoria del Premio Strega Giovani 2019, verso la conquista del premio è sicuramente anche la presenza in cinquina di un altro autore Einaudi, Nadia Terranova con il suo «Addio fantasmi» che è arrivata quinta con 159 voti. La sua storia di una donna, Ida, che torna nella casa d’infanzia, a Messina, e si trova ad affrontare i fantasmi che hanno condizionato tutta la sua vita e la sparizione del padre 23 anni prima ha scombinato le carte in un’edizione che vede per la prima volta tra i cinque due autori dello stesso editore. «Tra me e Marco Missiroli non c’è nessun contrasto, è un gioco. I nostri libri sono in gara, non noi e questo vorrei che fosse chiaro. Sono una scrittrice, non una stratega», ha sottolineato la Terranova che è nata a Messina nel 1978 ma vive a Roma. «Sono felicissima. Ho fatto questo Strega da outsider, è stato il libro a trascinarmi qui, non il contrario. Credo che il mio libro sia piaciuto perchè mi sono scorticata per scriverlo. È un romanzo nudo nel raccontare il dolore insanabile». Super felice Benedetta Cibrario, già vincitrice del Campiello con Rossovermiglio, che con il secondo posto a «Il rumore del mondo» (Mondadori) regala così una tripletta al Gruppo Mondadori. «C’è molta gioventù nel mio romanzo. Il Risorgimento lo hanno fatto i giovani. Ci ho messo quattro anni per scriverlo. È la storia in fondo di un matrimonio che non funziona, di generazioni che si incontrano. Quel periodo mi ha affascinata perchè si è preparata una consapevolezza nel fare politica, nello svecchiare il paese», dice la scrittrice che vive a Londra, e nel suo libro ci mostra uno sguardo non convenzionale sul Risorgimento. Nella battaglia all’interno de La Nave di Teseo, che a sua volta aveva due autori in lizza, ha prevalso su Mauro Covacich e il suo «Di chi è questo cuore», Claudia Durastanti con «La straniera», un’educazione sentimentale contemporanea che racconta cosa significa sentirsi sempre stranieri. Su un totale di 660 aventi diritto al voto hanno espresso tre preferenze in 592, l’89,69%. A presiedere il seggio, Helena Janeczek, vincitrice dello Strega 2018. Il 4 luglio la proclamazione del vincitore al Ninfeo di Villa Giulia. •

Mauretta Capuano
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok