16 ottobre 2019

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10.05.2019

«Il mio gioco preferito» E Nek riscopre se stesso

Filippo Neviani, in arte Nek
Filippo Neviani, in arte Nek

ROMA «L’importante è non cedere mai. Andare avanti e vivere delle proprie passioni. E io in questo sono particolarmente privilegiato: della mia passione più grande ho fatto un lavoro. Fortunato? No, sono stato soprattutto tenace». Nek, in oltre 25 anni di carriera con milioni di dischi venduti, ha sempre dato priorità alla positività. «Certo i cambi d’umore ci sono stati, ma non ho mai toccato il fondo. Mi sento come un bambino sempre alla ricerca di gioia e stupore». E ora questo suo stupore lo ha trasferito nel nuovo disco di inediti, il suo quattordicesimo, dal titolo «Il mio gioco preferito - parte prima», in uscita oggi per Warner Music. «E quale può essere il mio gioco preferito se non la vita?», aggiunge senza retorica Nek che sulla copertina ha messo simbolicamente un cubo di Rubik. «Un gioco di complicati incastri, come la vita». A fargli cambiare idea non c’è riuscita neppure l’esperienza non proprio esaltante dell’ultimo Festival di Sanremo (dove ha raggranellato un misero 19esimo posto). «Non posso dire di non esserci rimasto male, ma non è semplice mettere d’accordo tutti. Ho portato il mio, sfruttando l’energia del festival. Poi è andata come è andata...». Discorso chiuso, dunque. E si guarda avanti. Come fa con questo nuovo disco che contiene sette tracce e segna il distacco dall’impronta elettronica del precedente lavoro a favore di un album più «suonato» e anche più autobiografico, tra storie che «mi attraversano» e «racconti romanzati». «Mi piace cambiare e stare al passo con i tempi, ma a una condizione: che tutto quello che faccio sia credibile, soprattutto per me stesso. A 47 anni non voglio più raccontarmela. Io sono un portavoce di emozioni», dice ancora anche se non esclude di poter fare qualcosa di diverso dalla musica in futuro, magari legato alla tv, dove ha avuto già diverse esperienza, come quella di coach ad Amici. «La televisione mi piace. Finora non ho ricevuto proposte concrete, ma lavorerò affinchè si possano materializzare. Se son rose, fioriranno». Tra i riferimenti che si possono trovare nel disco, uno è particolarmente esplicito: quello a Lucio Battisti nel brano Alza la radio. «Mi piaceva ritrovare le atmosfere di quel periodo». Nek tornerà poi dal vivo il 22 settembre all’Arena di Verona. Da novembre, invece, si esibirà all’estero in una serie di appuntamenti live in Europa. •

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