21 settembre 2019

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14.08.2019

Nel marzo 2018 premiata come bresciana dell’anno

La felicità di Nadia Toffa dopo la premiazione nel marzo di un anno fa
La felicità di Nadia Toffa dopo la premiazione nel marzo di un anno fa

Il 10 marzo dello scorso anno Nadia Toffa a Brescia aveva ritirato il riconoscimento del Museo mazionale della fotografia che dal 2013 scelgono il personaggio bresciano dell’anno. «Ti va di mandarci il tuo saluto in dialetto? Sei tu che torni a far ruggire la Leonessa», le avevano chiesto gli organizzatori. Motivando la scelta di premiare la Iena per «il coraggio e la competenza». Nadia Toffa, già segnata dalla malattia ma dallo spirito indomabile, non si era fatta pregare: «Ve öle bé!»., aveva esclamato sotto lo sguardo compiaciuto e orgoglioso dei genitori Margherita e Maurizio, seduti in platea. QUEL GIORNO, nella sede del Museo nazionale della fotografiain Contrada del Carmine, c’era anche il regista Franco Piavoli: «Io sono fatta così: sorrido alla vita perché il mio carattere è solare, m’impegno e non mollo davanti a niente perché noi bresciani siamo fatti così - disse, ricevendo il piccolo mostasù dèle Cosére -. Mi spiace perdere il dialetto, sono onorata da questo premio soprattutto perché mi arriva da Brescia. E sono contenta di ritrovare la mia città a misura d’uomo, e mi dà fastidio perdere il nostro accento a Milano, ne sono orgogliosa e lo voglio mantenere. Significa tanto per me, questa appartenenza». La nomination per il Premio del Museo era nata in ottobre «e da subito Nadia era in testa, con i rivali staccatissimi», rivelarono gli organizzatori. Percentuali di consenso bulgare, che si sono consolidate fino a febbraio, termine ultimo per l’elezione. Non c’è da stupirsi, visto l’esercito di fan su Facebook (oltre un milione e 500 mila). A marzo la consegna. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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