17 gennaio 2020

Spettacoli

Chiudi

14.01.2020

Quei ritratti «Da donna a donna» «Così abbiamo sconfitto il cancro»

Costanza Zanardini e il suo volume a Esine: «Con le mie donne»
Costanza Zanardini e il suo volume a Esine: «Con le mie donne»

Dietro un ritratto, tutto un mondo da scoprire. Occhi che raccontano storie fragili e delicate, sorrisi accennati, i pensieri che corrono lungo le linee del volto. Perché un viso non mente mai, come una mappa dell’umanità. Sono 22 ritratti «parlanti» quelli raccolti nel volume «Da donna a donna» di Costanza Zanardini, giornalista di TeleBoario, alle prese con la macchina fotografica nel progetto curato dal Comitato A.N.D.O.S. di Vallecamonica Sebino, presentato sabato scorso nella casetta di legno all'ingresso visite dell'Ospedale di Esine. I ricavati dalla vendita del libro andranno a sostegno del Comitato costituito nel 2002. Il libro raccoglie le storie di 22 donne del territorio che hanno sconfitto il cancro. Accanto ai ritratti fotografici in bianco e nero completano il racconto le testimonianze, autentiche e toccanti, di queste donne che hanno visto da vicino la malattia. «La più giovane ha ventidue anni, la più anziana oltre settanta. Tra di loro ci sono anche due donne straniere: il tumore colpisce tutti, indistintamente. C’è un messaggio positivo: tutte sono guarite e ora sono tornate alla loro vita». «DA DONNA a donna» è frutto del delicato lavoro di Costanza, che è entrata in punta di piedi in percorsi difficili. «Volevo scattare dei ritratti spontanei, che raccontassero la persona piuttosto che la paziente. Prima della malattia c’è la donna, con la sua storia e la sua dignità». Un lavoro emotivamente complesso, che richiede da parte di chi sta dietro la macchina fotografica una grande sensibilità verso l’essere umano, le sue cadute e le sue risalite, nel trionfo della vita. «Ho scattato le foto durante tutta l’estate, andando a casa delle donne o trovandoci dove si potessero sentire a loro agio. Certi pomeriggi, dopo averle scattate, tornavo a casa un po’ scossa. Mi ha colpito scoprire le loro vite, i rapporti con le persone vicine che si sfaldano, altri fortunatamente si saldano con più forza di prima. E’ stato come immergermi in un mondo a parte, nel quale si trovano a vivere le persone dal momento in cui hanno la diagnosi». I volti delle donne dialogano con il racconto della loro storia, creando una narrazione di grande potenza che ci restituisce tutta la forza e il coraggio di chi affronta il cancro. «È stato bello conoscere queste donne. Con tutte si è creato un bel rapporto. Alcune si sono aperte tanto, raccontandosi molto anche prima degli scatti. Abbiamo chiacchierato di tutto, non solo della malattia. Abbiamo riso, alcune hanno pianto, mi hanno fatto commuovere; tutte mi hanno fatto riflettere. Sul senso della vita, sul valore che diamo ad essa». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Malosso
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok