24 ottobre 2020

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21.02.2020 Tags: Teatro

Quello strano caso Riflessioni, sorrisi e applausi meritati

«Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte» FOTO LAILA POZZO
«Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte» FOTO LAILA POZZO

È stato un best seller internazionale «Lo strano caso del cane ucciso a Mezzanotte», il romanzo di Mark Haddon pubblicato nel 2002; ma è stata anche un grande successo sui palcoscenici di Londra e di Broadway la riscrittura teatrale di Simon Stephen. Da quella riduzione, tradotta in italiano da Emanuele Aldrovandi, è stato tratto, la scorsa stagione, lo spettacolo del Teatro dell’Elfo con la regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, che è stato presentato al Sociale per la stagione del Ctb. IL ROMANZO ha per protagonista il quindicenne Christopher Boone, affetto da un disturbo dello spettro autistico che gli causa problemi comportamentali, ma che nello stesso tempio gli ha dato notevoli capacità logiche e matematiche. Un giorno Christopher scopre che il cane della vicina di casa è stato ucciso in giardino con un colpo di forcone e decide allora di iniziare un’indagine per trovare il colpevole e raccontare tutto in un libro che comincia a scrivere. L’indagine gli fa scoprire però una serie di verità scomode che riguardano la sua famiglia e che lo costringono a prendere decisioni difficili e dolorose per la sua vita. Ne uscirà comunque più forte e sicuro di sé. Ferdinando Bruni e Elio De Capitani hanno costruito uno spettacolo interattivo in cui la parola si integra bene con i disegni dello stesso Bruni e i video di Francesco Frongia, proiettati sui tre schermi, che costituiscono la scena di Andrea Taddei, con le musiche di Teho Teardo. Il tutto ha il sapore di una graphic novel animata, in cui azione e narrazione sono bene integrate in uno spettacolo pieno di ritmo. A dominare la scena è Daniele Fedeli, che costruisce con grande attenzione la figura di Christopher mettendo in campo una straordinaria capacità nell’esprimere la sua angoscia con i gesti e con gli sguardi; accanto a lui ci sono le figure tormentate dei genitori, i convincenti Davide Lorino ed Elena Russo Arman, e una folla di personaggi «minori» che la regia ha gustosamente colorito fin quasi alla caricatura, anche attraverso l’uso di maschere, come succede nella sequenza del viaggio di Christopher a Londra: Ginestra Paladino, Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Marco Bonadei, Alessandro Mor, Nicola Stravalaci e Debora Zuin. Uno spettacolo insomma che fa pensare, ma che è anche molto divertente. Calorosissimi e meritati i lunghi applausi finali. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

F.D.L.
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