23 febbraio 2020

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18.06.2019

Shelter: Addio al (Nuovo) Eden

«Shelter: addio all’Eden»
«Shelter: addio all’Eden»

La proiezione, questa sera alle 21, al cinema Nuovo Eden, del film «Shelter: Addio all’Eden», di Enrico Masi, rappresenta il primo appuntamento cinematografico con il cruciale tema delle migrazioni, realizzato dal cinema di via Nino Bixio in occasione della mostra «Nafta – Truth doesn’t exist». Il regista sarà presente in sala e, nel suo dialogo con il pubblico, sarà assistito dal filmaker bresciano Nicola Zambelli. Protagonista del film è, in una sua particolarissima modalità, tanto umana quanto riservata, una militante transessuale chiamata Pepsi, nata a Mindanao, grande isola del Sud delle Filippine, in una regione i cui abitanti sono di fede musulmana. Pepsi è uno dei sette nomi fittizi che questa persona si è creato per nascondere la propria identità: il tema dell’identità è del resto a cuore dell’intelligente e sensibile lavoro di Enrico Masi, e non poteva essere altrimenti dal momento che la ricerca e il riconoscimento della propria identità coincidono con la vita stessa di Pepsi, transessuale in un paese musulmano, ribelle musulmana in un paese cattolico, espatriata, in cerca di un luogo in cui rifugiarsi per cercare di ridare unità alla propria anima divisa in due o magari più parti. Il migliore dei rifugi Pepsi l’ha trovato nel cinema discreto e solidale di Masi, un cinema in cui la militanza trova una sponda artistica nelle scelte estetiche e strutturali, nella capacità di dare alle immagini, inseguite con cura e tenacia, anche a quelle apparentemente più banali, un valore emblematico. La storia di Pepsi è raccontata in prima persona dalla voce stessa di Pepsi (doppiata da Eva Robin’s) la voce di un corpo in perenne fuga, persino dalle immagini stesse che dovrebbero essere il suo naturale contesto illustrativo. Da vero cineasta Masi ha scelto la divergenza fra le immagini e la narrazione, quasi a voler significare la sfasatura esistenziale di una persona che desidera far coincidere il suo essere con il suo voler essere. «Shelter» è dunque un film del tutto originale, un film sulle corrispondenze differite, dove, a posteriori, nella mente dello spettatore paziente le immagini troveranno significativo accordo con le parole e il racconto. •

F.B.
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