07 dicembre 2019

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12.11.2019

Elio «Il Grigio»
arriva e si
fa in tre

Elio è atteso questa sera all’Odeon, domani al Politeama e venerdì al Teatro delle AliValgobbia, Bassa e Valle Camonica le tappe de «Il Grigio»
Elio è atteso questa sera all’Odeon, domani al Politeama e venerdì al Teatro delle AliValgobbia, Bassa e Valle Camonica le tappe de «Il Grigio»

Elio senza «Le storie tese» interpreterà per tre sere questa settimana nel Bresciano il monologo «Il Grigio», successo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini targato 1988, nella rielaborazione drammaturgica del regista Giorgio Gallione - «adattamento spudorato e inevitabile», lo definisce - stasera all’Odeon di Lumezzane alle 20.45, domani al Politeama di Manerbio alle 21, venerdì al Teatro delle Ali di Breno alle 20.30. «Jannacciano» per spiccata vocazione al surreale Elio, il cui padre è stato compagno di classe di Jannacci, dice di non essersi «mai confrontato con la produzione di Gaber, nonostante la consideri meravigliosa e intelligente. Gaber l’ho ammirato, ma solo adesso che sono nel suo mondo sento che non ne uscirò più». SI NARRA di un uomo che, afflitto più da problemi personali che sociali, si ritira in campagna per allontanarsi da tutto e da tutti, e si ritrova alla fine davanti a se stesso. Marito separato, padre assente di una figlia forse non sua, amante fallito di una donna già sposata, «un uomo ai confini del più niente», che a 50 anni dopo averle provate tutte decide di scappare dalla volgarità invadente e dall’ipocrisia per rifugiarsi nella natura e nella solitudine. Ma a disturbarlo ecco un fantomatico topo: il grigio. Forse un fantasma, forse una proiezione, certo l’elemento scatenante di un inesorabile e ironico flusso di coscienza, verso un percorso di consapevolezza e accettazione dei propri lati oscuri e delle diversità altrui. E lo spettacolo si conclude dicendo: «Bisognerebbe essere capaci di trovare la consapevolezza e l’amore che dovrebbe avere un dio che guarda». Unica opera di sola prosa del repertorio Gaber-Luporini, l’allestimento si presenta in versione recital, arricchito di 10 canzoni dello stesso Gaber, ben arrangiate da Paolo Silvestri. «È una grande sfida. La prima volta che sono solo a recitare: allora ho chiesto a Gallione di aiutarmi, di mettere qualche canzone, per sentirmi a casa. Inoltre mi ero avvicinato al testo pensando a qualcosa di tristissimo, pesante e difficile. Fortunatamente fa molto ridere», dichiara Elio, che all’ironia gaberiana ha aggiunto un quid di drammaticità. E chiarisce che «Il grigio è tutti noi, il mostro che abbiamo dentro, la parte oscura, buia, negativa che convive col nostro essere buoni, tolleranti. È l’ansia, la paura di ciò che non afferri, non conosci, di chi viene da lontano, anche se il topo non è l’immigrato. Gaber era profetico e il testo ci parla oggi come ieri, ma l’aspetto più interessante è che il mostro è quell’infantile e immaturo rifiuto della difficoltà per cui non sappiamo affrontare i problemi». Lettura teatrale nell’ottobre 2018, pièce prodotta dal Teatro Nazionale Genova, lo spettacolo ha debuttato a Milano il mese scorso con grande successo collocando Elio nel gotha milanese che parte da Fo, Gaber, Jannacci, Paolo Rossi e arriva fino a lui. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Milena Moneta
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