25 aprile 2019

Spettacoli

Chiudi

05.02.2019

Enrico Brignano: «Innamorato perso del mio pubblico»

L’attore romano, classe 1966, si esibirà a Brescia sabato 16 e domenica 17 per una doppia dataEnrico Brignano: in scena con Max Produzioni e Vivo Concerti
L’attore romano, classe 1966, si esibirà a Brescia sabato 16 e domenica 17 per una doppia dataEnrico Brignano: in scena con Max Produzioni e Vivo Concerti

Una lenta, costante, inesorabile ascesa. Un giro d’Italia in cui è diventato maglia rosa, passando da un successo all’altro, e l’orizzonte roseo è quello di un «Innamorato perso». Enrico Brignano arriva a Brescia e fa doppietta: il 16 e il 17 febbraio sarà al Gran Teatro Morato per dire 33, anni di carriera, e festeggiare i grandi numeri di questa tournée, l’ennesima a fare incetta di record. «Mentre parlo, ho ancora negli occhi e nelle orecchie la standing ovation di sabato a Bologna - sorride l’attore di Dragona, entusiasta del suo nuovo one-man-show -. A Brescia sarò in un grande teatro, altrove sto riempiendo i palazzetti: una vera gioia». Un crescendo continuo: un dono, il destino, il frutto della determinazione? Tutto insieme. Non c’è mai una ragione sola, in casi come questi. Non può essere solo determinazione, il destino manda segni sporadici, un dono c’è di sicuro ma da solo non basta. E non c’è una regola. È come una lotteria: c’è chi compra il biglietto sempre e chi una volta sola, non è detto che vinca uno oppure l’altro, bisogna vedere. Lei immaginava di arrivare fino a qui, quando ha cominciato? No. Non avevo studiato per questo. Tecnico delle industrie meccaniche, mi pensavo lontano dallo spettacolo. Poi un’illuminazione mi ha fatto cambiare idea e gli eventi mi hanno dato ragione, visto che ora faccio il mestiere più bello del mondo. Come sarà il nuovo show? Una festa, come sempre. Ho sempre cercato di non tradire le aspettative, affrontando tour scavalcamontagne con una buona dose di abnegazione. Tanti chilometri, i consigli di vecchi lupi di mare del palcoscenico come Gigi Proietti, Lino Banfi, Arnoldo Foà, Renzo Arbore. Ero molto amico di Giorgio Albertazzi... Ho messo a frutto i consigli. E i successi sono il frutto del sacrificio di una squadra, non di un singolo: io devo dire grazie alla mia famiglia, che sopporta le assenze e mi supporta sempre. È un lavoro collettivo. Il messaggio del suo spettacolo? Come cantava John Lennon in «Mind games»: ci sono tante domande, ma una sola risposta. «Love is the answer». Amore per la famiglia, la città, il palcoscenico. Per le passioni, la bicicletta e il mare. Per il pubblico, per il gusto di stare insieme. Nel 2016 seppe colpire il grande pubblico a Sanremo con il suo monologo sulla paternità. Seguirà questo Festival? Sì. Feci il monologo l’8 febbraio, e 2 giorni dopo sarebbe nata mia figlia Martina. Quest’anno, da spettatore, non mi stupisco delle polemiche suscitate dalle dichiarazioni sui migranti di Baglioni. Le polemiche al Festival sono normali. Brescia ha in gara Renga ed Einar: spero facciano bene. Poi con Baglioni classe e professionalità sono garantite. E Bisio e Raffaele sono comici straordinari. Edizione da non perdere.

Gian Paolo Laffranchi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok