06 dicembre 2019

Spettacoli

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08.11.2019

Fuorinorma di scena al Sociale per il ritorno della «Bestia rara»

Sul palco del Sociale la versione ampliata e aggiornata dello spettacolo «Bestia rara» di Beatrice FaediDaniele Ronco a Cellatica
Sul palco del Sociale la versione ampliata e aggiornata dello spettacolo «Bestia rara» di Beatrice FaediDaniele Ronco a Cellatica

Non c’è che l’imbarazzo della scelta tra città e provincia per chi vuole trascorrere il venerdì sera a teatro. AL SOCIALE, alle 20.30, proseguono le Giornate Fuorinorma con «Bestia rara», lo spettacolo di Somebody Teatro curato da Beatrice Faedi e ispirato alla poesia di Mariangela Gualtieri che ha debuttato lo scorso maggio con grande successo e ora viene riproposto in una versione reloaded con nuove presenze e nuove scene. Al Teatro Comunale di Cellatica, alle 21, Daniele Ronco presenta «Mi abbatto e sono felice», uno spettacolo con la regia di Marco Cavicchioli nel quale vengono affrontati i temi di bruciante attualità come l’inquinamento, il surriscaldamento globale, la crisi e la crescente povertà, con la consapevolezza però che l’amore per sé stessi, per le altre creature e per il pianeta che ci ospita potrà salvarci da un declino altrimenti inarrestabile. Ingresso 8 euro intero, 5 ridotto. A Rovato, nella Sala Foro Boario di piazza Garibaldi alle 21, va in scena «Bianca come i finocchi in insalata», un divertente eppure tragico monologo sulla solitudine scritto e diretto da Silvia Marchetti e interpretato «en travesti» da Andrea Ramosi. Protagonista è Bianca, scialba maestra elementare, non più giovane, né ricca né bella, che vive una passione tardiva con Antonino, il preside della scuola, ma la sua è un’improbabile rivincita amorosa che si rivela però ingannevole. Ingresso 5 euro intero, 3 ridotto. Al Teatro Comunale di Erbusco, alle 20.45, è in programma «Amleto Take Away» di e con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari. Lo spettacolo è un affresco tragicomico che gioca sui paradossi e le contraddizioni del nostro tempo che, da sempre, sono fonte d’ispirazione per il nostro teatro. Punto di partenza sono, ancora una volta, le parole, diventate simbolo più che significato, etichette più che spiegazioni, in un mondo dove «tutto è rovesciato, capovolto, dove l’etica è una banca, le missioni sono di pace e la guerra è preventiva» e Amleto, simbolo del dubbio e dell’insicurezza, icona del disagio e dell’inadeguatezza, è il personaggio ideale cui affidare il testimone di questa indagine. Biglietti ancora disponibili. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesco De Leonardis
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