17 giugno 2019

Spettacoli

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31.01.2019

«Jekyll», l’incubo che affascina

Il bresciano Luca Micheletti
Il bresciano Luca Micheletti

Quando, nel 1886, Robert Louis Stevenson pubblica «Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hide» utilizza una trama giallo-thriller per indagare gli aspetti più misteriosi e profondi dell’animo umano, che si manifesta non in unità, ma in uno sdoppiamento di personalità in cui Bene e Male convivono. Stevenson rappresenta la coincidenza degli opposti. Il doppio protagonista della vicenda è un Giano a due facce: è un filantropo che ama il suo prossimo, ma è anche una belva scatenata che, priva di freni inibitori, uccide per soddisfare una pulsione irrazionale. IL ROMANZO, che ha avuto un’infinita serie di trasposizioni cinematografiche e televisive (a volte gustosamente parodiche), ha ispirato a Fabrizio Sinisi, drammaturgo residente del Ctb, una nuova versione che, con la regìa di Daniele Salvo, è andata in scena con successo al Sociale. Sinisi ha lavorato molto liberamente sulla intricata trama del romanzo, evitando la narrazione illustrativa e concentrando l’attenzione sulla contraddizione che alberga nella natura umana, dove istinto bestiale e ragione non trovano composizione e chi cerca di superare la propria contraddizione deve affrontare un esito tragico. Salvo ha pensato lo spettacolo come un incubo spaventoso, in cui, in una chiave espressionista, i personaggi appaiono come fantasmi senza volto (tutti indossano delle maschere con la sola eccezione di Hide), che agiscono dentro una danza macabra, notturna e inquietante. Il macabro è la chiave figurativa dello spettacolo che porta sulla scena bare, cimiteri, cadaveri da sezionare, neri angeli della morte con le falci, fantasmi incappucciati… Tutto è avvolto in una nebbia densa, attraversata dai fasci di luce che piovono dall’alto. A dar forza al lavoro sono i momenti di riflessione in cui la parola prende il sopravvento. Qui gioca molto la bravura degli attori, a partire da Luca Micheletti che fa propria con grande autorità l’ambiguità del suo personaggio; gli sono accanto un autorevole Carlo Valli e Gianluigi Fogacci, Alfonso Veneroso, Selene Gandini, Simone Ciampi e Elio D’Alessandro. Applausi meritati per tutti. •

F.D.L.
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