23 gennaio 2020

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30.11.2019

«Teatro Aperto», gli occhi sul mondo

Elisabetta Pozzi, direttrice artistica della rassegna «Teatro Aperto»
Elisabetta Pozzi, direttrice artistica della rassegna «Teatro Aperto»

Guardare il contemporaneo, cercando tra le sue pieghe i cambiamenti di un’epoca, che vedono al centro l’uomo e il suo modo di vivere la realtà. Tra storie che vengono dal passato, e possibili narrazioni di un domani difficile da decifrare. Dopo il successo della scorsa stagione, torna in città «Teatro Aperto», il progetto del Ctb a sostegno della drammaturgia contemporanea, con la direzione artistica di Elisabetta Pozzi. Una terza edizione suddivisa in due parti, che presenterà fino a dicembre, sul palco del Teatro Sancarlino di corso Giacomo Matteotti, quattro testi mai allestiti di autori contemporanei stranieri, in forma di lettura scenica. Il taglio del nastro oggi alle 16.30 è affidato a «La madre della Pulzella», opera firmata della drammaturga, attrice e regista californiana Jane Anderson, in scena con la voce della stessa Pozzi insieme a Valentina Bartolo, Stefano Santospago, Alberto Onofrietti, Fausto Ghirardini e Mariangela Granelli. «UN TESTO curioso - racconta la direttrice artistica - È la prima volta che leggo un’opera scritta da un’americana ma che affronta una storia prettamente europea, che appartiene alla nostra cultura storica e religiosa. Si respira un distacco che garantisce delle libertà che noi non potremmo mai prenderci». Una drammaturgia lontana da quella europea, che gioca con gli stili adattandoli alla contemporaneità. «C’è anche una grande ironia di fondo, per sottolineare il contrasto tra la vocazione di Giovanna e il mondo popolare che non sa come rapportarsi ai suoi ideali. È un racconto che sa creare sfumature comiche mostrando l’incredulità degli altri e giocando con l’assurdo». ATTRAVERSO la rilettura di Jane Anderson, la vicenda di Giovanna D’Arco viene raccontata sul palco da un punto di vista spiazzante. «Il testo mette in primo piano la madre di Giovanna, immaginando quello che poteva provare a contatto con questa creatura così diversa, così lontana dal suo mondo. Verrebbe da pensare, guardando all’attualità, alla madre di una figura come Greta Thunberg. Giovanna era un personaggio che divideva l’opinione pubblica, poteva essere esibita come vessillo patriottico contro il nemico, e allo stesso tempo come una figura ambigua. Nella figura della madre c’è tutto lo scetticismo del popolano, ma c’è soprattutto il percorso che fa insieme alla figlia: la seguirà fino alla fine». UN PERCORSO, quello della madre della Pulzella d’Orléans, che inaugura in città una stagione di importanti testi internazionali che riserverà delle sorprese. «Da direttrice artistica mi piace portare opere che siano davvero delle novità. Nessuno in Europa avrebbe proposto questo testo, e già questo è interessante. Appuntamento dopo appuntamento, presenteremo drammaturghi che vengono da un mondo lontano dal nostro, per capire qualcosa in più sul teatro contemporaneo». Uno sguardo sul teatro che è anche uno sguardo sul mondo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Malosso
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