09 dicembre 2019

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28.10.2019

«Teatro sociale e civile, oggi più che mai»

Ludovica Modugno: attrice
Ludovica Modugno: attrice

«La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace» scriveva Primo Levi nel 1986, un anno prima di togliersi la vita. Memoria che accomuna i sommersi e i salvati della storia del Novecento, arrivando sino a noi carica di domande. A cento anni dalla nascita dello scrittore nato a Torino il 31 luglio 1919 e diventato una delle figure più importanti della letteratura contemporanea, il Ctb propone «In piena luce. Raccontando Primo Levi», una lezione-spettacolo dedicata alla sua opera e alla testimonianza sulla Shoah, in scena da oggi a domenica 3 novembre (alle 15 nei giorni feriali, alle 20.30 l’1 e il 2 novembre, alle 15.30 il 3 novembre) al Teatro Mina Mezzadri in contrada Santa Chiara. LO SPETTACOLO, che è parte del Progetto Memoria realizzato con la Casa della Memoria di Brescia, vede la collaborazione tra lo scrittore bresciano Marco Archetti e la voce dell’attrice Ludovica Modugno che leggerà alcune pagine tratte da «La tregua» e «Se questo è un uomo», per un viaggio dentro la complessità dell’esperienza di vita di Levi. Un percorso che verrà approfondito attraverso «Il coraggio della memoria», la bibliografia tematica dedicata alla Shoah che vede il patrocinio del Centro Internazionale di Studi Primo Levi, dell’Archivio Storico «Bigio Savoldi e Livia Bottardi Milani» e del Servizio Biblioteche del Comune di Brescia. A dare luce alle parole dello scrittore sarà Ludovica Modugno, attraverso raggi di pura letteratura che dalla morte risaliranno verso la vita. «Ho un bel rapporto con le pagine di Levi - racconta l’attrice -. Mio marito teneva il suo libro sul suo comodino. Da quando ci ha lasciato, il libro è passato sul mio comodino. Parlare di Levi significa riflettere sul male, ma anche rimettere al centro una riflessione sull’antisemitismo e sul negazionismo che stanno riemergendo. Sento dire ‘Quello è un ebreo’, vedo gli ultras portare le svastiche negli stadi e oltraggiare l’immagine di Anna Frank. È importante tornare a parlare soprattutto ai più giovani, che stanno tornando a pensare che esistano persone e razze inferiori. Leggere queste pagine - sottolinea - è una sensazione molto forte. Questo tipo di teatro conferisce un valore maggiore alla nostra professione di attori. Ora più che mai c’è urgenza di parlare di questi temi, tornando a un teatro sociale e civile. Il nostro lavoro torna in questo modo a essere una missione verso la coscienza del pubblico». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

STE.MA.
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