23 novembre 2020

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22.10.2020 Tags: Musica

Un «Amor tiranno» da applausi

Carlo Vistoli FOTO UMBERTO FAVRETTO
Carlo Vistoli FOTO UMBERTO FAVRETTO

Un viaggio nella musica del Seicento: il concerto «Amor tiranno» dell’altra sera al Teatro Grande, con la voce del controtenore Carlo Vistoli e l’ensemble Sezione Aurea diretto da Filippo Pantieri al clavicembalo e all’organo, si è rivelato un prezioso scrigno di brani, spesso di straordinaria difficoltà vocale. Partenza con Monteverdi. Ha inaugurato la serata l’Incoronazione di Poppea, l’Aria «E pur io torno qui, qual linea al centro» con Vistoli a interpretare il personaggio di Ottone che occorre immaginare in attesa amorosa della regina, col suo canto interrotto dai ritornelli strumentali. Il tema delle ambasce d’amore è il principale di questo programma, presentato tre anni fa al Ravenna Festival, ben espresso da Vistoli anche in un’altra Aria monteverdiana, «I miei subiti sdegni» nella quale Ottone è accompagnato da lenti e malinconici ritornelli degli archi della Sezione Aurea, violini e viole da gamba barocche. LA BELLEZZA del concerto, al di là della preziosa voce del controtenore Vistoli, sta nella ricchezza timbrica della Sezione Aurea che aggiunge ai violini di Gabriele Raspanti e Francesca Camagni, al violoncello di Sebastiano Severi e al violone di Rosita Ippolito la tiorba e la chitarra barocca di Elisa La Marca. Il risultato è straordinario per vivacità come nell’Aria «Amanti, io vi so dire» di Benedetto Ferrari nella quale la chitarra barocca realizza prima col solo violoncello, poi con gli altri strumenti un incalzante, serrato accompagnamento alla voce impegnata in incessanti virtuosismi. Il concerto è stato pieno di sorprese con brani di Francesco Cavalli, come la Canzon a 3 «con 2 violini e violoncino» col suo splendido fugato, e poi quell’Aria «Per eccesso d’affetto» in cui Vistoli ha interpretato in modo perfetto la figura di Iarba, il personaggio destinato a perdere il senno per amore della regina Didone; e sempre di Cavalli «Misero Apollo, i tuoi trionfi or vanto» da Gli Amori di Apollo e Dafne, accompagnato dalla tiorba. Per il finale si è tornati a Monteverdi: suo il magnifico bis con cui Vistoli ha risposto ai lunghissimi applausi, la Ciaccona «Voglio di vita uscir». •

L.FERT.
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