24 ottobre 2020

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21.03.2020 Tags: Teatro

«Un uomo d’altri tempi che sapeva restituire la verità»

Ermes Scaramelli in compagnia della moglie Marcella Vallini
Ermes Scaramelli in compagnia della moglie Marcella Vallini

Una vita sul palcoscenico lascia dietro di sé tante persone: compagni di viaggio, amici, parenti. Tutti ricordano Ermes Scaramelli come un uomo di rara umanità. «UNA PERSONA squisita, con un carattere bellissimo - dice Giulio Tampalini, chitarrista che ha affiancato l’attore in moltissime performance - La sua caratteristica principale era la dolcezza, una delle cose più belle al mondo. Amava le persone, con cui era in grado di stabilire un contatto delicato ma profondo». La stessa qualità gli permetteva di entrare in sintonia con il testo che recitava: «Entrava in contatto con le parole, restituendone la verità. Penso sia stata una delle voci più intense del suo tempo». La figlia Eliana Scaramelli fatica a trattenere la commozione: «Era sempre allegro e affettuoso, rispettoso nel rapporto con noi figli. Era molto altruista, persino negli ultimi anni, segnati dalla malattia: mi chiedeva sempre come stavo. Riusciva a occuparsi dell’altro pur nelle sue condizioni». Marcella Vallini, moglie di Ermes da una vita, parla di «un signore vero. In 52 anni insieme mai uno screzio, solo affetto e tenerezza. A Bovezzo, dove abitava, si è sempre adoperato per la comunità, senza mai chiedere nulla in cambio». Marcella si sforza di trovare un difetto: «Ma è molto difficile. Ecco, forse era un po’ silenzioso e poi amava molto dormire. Si alzava tardi, anche se questo è tipico del mestiere d’attore: lavorava fino alle tre». L’ICE Giuseppina Turra, con Ermes negli anni del Ctb, ricorda con affetto e rispetto «un caro collega, un uomo d’altri tempi, sempre discreto e molto garbato. Amorevole, buono, appassionato, serio». Nonostante Scaramelli fosse un attore esperto, con i giovani compagni «non assumeva un atteggiamento da maestro, anzi: con tutti aveva un rapporto amichevole, era molto simpatico e sempre con la battuta pronta. Da lui si imparava tanto: era nutriente. Un piacere vero guardarlo, spiarlo, vederlo lavorare con umiltà e competenza. Non faceva mostra di sé. Lo amavi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

A.T.
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