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04 dicembre 2020

Spettacoli

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26.03.2020 Tags: Musica

Veni, vidi, vizi: l’arte di «Joke»

Veni, vidi, vizi. Croce, delizia e fonte d’ispirazione alle origini di un progetto «nato come una provocazione, un attacco alla nostra società, riprendendo i sette peccati capitali e riadattandoli ai giorni nostri». Tempi in cui – sostiene Michele «Joke» Brienza, illustratore bresciano noto per i suoi trascorsi al «Censored Art» di via Dante e per diverse collaborazioni con le Suicide Girls – «l'essere umano è soggiogato dai suoi molteplici vizi, gli stessi vizi che lo hanno accecato, portandolo a distorcere la realtà, pur di poterli assecondare, perdendo di vista una serie di conseguenze che siamo stati bravi a nascondere col nostro menefreghismo, col nostro essere compiaciuti delle false priorità, crogiolandoci in quegli stessi vizi che ci tengono nettamente distaccati dall'indecenza che abbiamo intorno, dallo schifo che abbiamo creato…». Niente mezzi termini, niente edulcorazioni: nichilismo way of life. Come i Sottopressione, distruggersi per poi risorgere. E immaginare, creare, ricostruire: «Da qui il pensiero ai sette peccati, ai vizi dell'essere umano che l'hanno portato alle derive attuali. In questi giorni che molti vizi stanno venendo a mancare, forse c'è chi si focalizzerà di più su se stesso». TRA CIAMBELLE multicolori, sguardi ammiccanti, selfie a go go, l’esemplificazione pratica del concetto si esprime nei feticci di un immaginario in bilico fra Instagram e derivati catturato da «Gola» - «nel senso di ingordigia totale, quindi non solo del cibo, ma di qualsiasi cosa», osserva Brienza -, tavola sardonicamente ispirata alla «professione» di influencer. «Ho voluto abbinare a ogni vizio una professione, un movimento, una condizione, in una maniera che possa risultare provocatoria. Volutamente sarcastica. Una chiave di lettura che sia univoca, comprensibile, di quella comprensione che puoi avere solo se ci sei dentro anche tu che fai parte dello stesso peccato o lo riconosci perché l'hai vissuto. Perché ti circonda, perché lo stai vivendo». Le altre tavole sulla pagina Facebook «Censored Art» sono acquistabili a scopo benefico: il ricavato andrà agli ospedali bresciani. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

E..ZUP.
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