29 novembre 2020

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29.10.2020 Tags: musica

Viadellironia, il cerchio si chiude

La copertina del disco in uscita
La copertina del disco in uscita

In fuga dall’alienazione, in fuga «dall’eccesso di comunicazione con se stessi». Esorcizzare le ansie, soffocare la tristezza, evoluzione, miglioramento: «Guarda le radici su Saturno / ti ricordano che è il tuo turno di parlare / e se non lo faccio ora/ l’abitudine signora/ ti accompagna a rinunciare». Dopo aver messo in circolo intensi frammenti di canzoni, esibizioni e ispirazioni, Viadellironia - talentuosa band bresciana formata da Maria Mirani (voce e chitarra), Giada Lembo (basso), Greta Frera (chitarra) e Marialaura Savoldi (batteria) - hanno nel mirino la data del contatto definitivo: il 20 novembre esce infatti «Le radici sul soffitto», primo album prodotto da Cesareo (Elio e le Storie tese) con il sostegno del Mibac e di Siae nell’ambito del programma «Per chi crea», dedicato alle opere prime, sotto l’egida di Hukapan, etichetta che fa capo proprio a Elio e le Storie Tese. Anticipato dal singolo «Ho la febbre» (feat. Stefano Edda Rampoldi) in uscita invece il 12 novembre, il disco gravita attorno a dieci tracce «pervase da nostalgia proustiana verso una dimensione infantile ormai perduta», il cui filo conduttore «consiste nella descrizione critica e malinconica della decadenza del mondo attuale, commista al desiderio di resistenza alla passività e a quel sentimento che sopporta di mala voglia il peso della vita». Attraverso testi «tendenzialmente cupi ma malinconici e letterari», a cui fanno da contraltare scariche d’adrenalina in aria di rock d’autore anni ’90 (da Elliott Smith agli Afterhours, passando per Baustelle, Beatles e Nada, tra i totemici della casa), Viadellironia cercano di riflettere il concetto «del non trovarsi a proprio agio nel mondo, del non trovarvi una propria sistemazione». Esistenzialismi espressi anche nell’artwork di copertina realizzato da Dorothy Bhawl, «una sorta di allegoria sulla morte come rinascita e sulla fine come nuovo inizio», acme di un percorso simbiotico condiviso con la stessa Maria Mirani, cantante e autrice dei brani, culminato anche nel concept del progetto e nei «ritratti» scattati alla band. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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