20 agosto 2019

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22.07.2019

Manerbio, sogni
italiani nella parata
di stelle

Paolo Lorenzi torna a Manerbio dopo 15 anni di assenza
Paolo Lorenzi torna a Manerbio dopo 15 anni di assenza

Qualità, storia e futuro. Sono i tre ingredienti principali della 42esima edizione del Trofeo Dimmidisì di Manerbio che, dopo lo stop dell’anno scorso, torna più forte e più competitivo che mai. La manifestazione, al 17esimo appuntamento nel circuito internazionale, si terrà dal 5 all’11 agosto: una data diversa rispetto alle precedenti (prima si giocava a fine agosto), ma tutta a beneficio della competizione, che non andrà così a sovrapporsi alle qualificazioni dello Us Open, con il vantaggio, quindi, di poter contare anche su giocatori tra la 100esima e la 200esima posizione, prima quasi irraggiungibili.

 

IL MAIN DRAW previsto è quello a 48 giocatori, così come indicato dalla riforma dei tornei di categoria 2019, con le qualificazioni ridotte a due partite. Eccellente il livello del campo atleti di quest’anno, uno dei migliori di sempre: ben otto, infatti, sono top-200 Atp, un dato che dimostra come il livello sia alto. Ma la competizione non sarà solo di livello, ma anche completa a livello di età rappresentate: dai giovanissimi ai più esperti, chi con qualche anno in più e chi in meno. Tra Paolo Lorenzi e Lorenzo Musetti, ad esempio, ci sono 21 anni di differenza: Lorenzi, numero 114 Atp, torna a Manerbio dopo 15 anni, è del 1981 e cercherà punti importanti per riavvicinarsi ai top-100 Atp, mentre Musetti, non ancora maggiorenne, è del 2002 ed è già uno degli atleti più promettenti nel panorama italiano.

 

DOPO IL TRIONFO all’Australian Open, oggi è già numero 371 Atp, ed è determinato a fare del suo meglio. Tra i giovanissimi del Torneo Dimmidisì di Manerbio ci sarà anche l’ungherese Zsombor Piros, classe 1999, considerato uno degli under 20 più talentuosi. Insomma stelle che promettono di brillare ancora di più, che se la giocheranno con altri giocatori dalle basi veramente solide. Tra questi ci sarà Pedro Sousa, numero 109 Atp, assieme a molti altri giocatori provenienti da tutto il mondo: i sudamericani Federico Coria, Andrea Collarini e Facundo Arguello, l’americano Evan King, l’egiziano Mohamed Safwat, l’australiano Aleksandar Vukic e forse l’uzbeko Khumoyun Sultanov. Senza contare, poi, tutti i giocatori europei, con i nove - per ora - italiani in lista: fra di loro Salvatore Caruso, che al Roland Garros ha trionfato su Munar e Simon prima di arrendersi contro Djokovic. E poi Lorenzo Giustino, numero 130 Atp, Federico Gaio, Andrea Vavassori, i lombardi Andrea Arnaboldi e Alessandro Bega, il giovane pugliese Andrea Pellegrino (classe 1997) e il ventunenne romano Gian Marco Moroni. Insomma, la speranza di riportare alta la bandiera dell’Italia, dopo 19 anni di vittorie mancate (l’ultima è stata, nel 2000, di Stefano Tarallo), non è mai stata così alta. E lo spettacolo del torneo di Manerbio promette di stupire.

 

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Biancamaria Messineo
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