14 dicembre 2019

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18.02.2018

«Non posso essere al massimo Ma in discesa spero di crescere»

Nadia Fanchini non può sorridere al traguardo del supergigante
Nadia Fanchini non può sorridere al traguardo del supergigante

Nadia Fanchini taglia il traguardo con un piccola smorfia: l’errore commesso sul salto, insieme alla scarsa velocità nell’ultimo tratto della pista, l’hanno privata di un ottimo piazzamento. Ma ha certificato nel contempo il suo ritorno a buoni livelli. A quando a quelli di eccellenza prima dell’infortunio all’omero e dopo l’exploit di Bad Kleinkirchheim: «Scio solamente da quattro mesi e non posso essere al top della condizione. Ogni gara però mi permette di mettere chilometri e forze nelle gambe, e quindi non posso che migliorare con il trascorrere dei giorni. In questa gara in alcuni tratti mi sono piaciuta nonostante non avessi mai gareggiato su questa pista». Un dodicesimo posto per ripartire alla caccia del podio alle Olimpiadi? «Se avessi ancora un mese di tempo per allenarmi e gareggiare avrei potuto fissare l’asticella più in alto. Adesso devo accontentarmi. Anche se in una gara secca può accadere davvero di tutto e il contrario di tutto. Lo insegna proprio la vittoria di Ester Ledecka». PISTA E NEVE a lei non congeniali le hanno comunque permesso di confezionare alcuni tratti di gara eccellenti: «Non ho di sicuro perso le qualità tecniche che mi hanno accompagnato nella mia carriera. Purtroppo questi Giochi Olimpici sono arrivati troppo presto per me: dopo nove mesi di stop non ho avuto il tempo materiale per prepararmi bene. Però confido di migliorare nella discesa ibera in programma tra quattro giorni». L’Italia complessivamente non si è comportata male: «Johanna Schanarf, Federica Brignone, Sofia Goggia e io ci siamo classificate nelle prime dodici della classifica. Purtroppo non è arrivata la medaglia. Mi spiace soprattutto per Johanna che era stata quarta anche otto anni fa a Vancouver». Messa in archivio questa gara è tempo di pensare alla libera: «Ho ancora le tre prove cronometrate in programma fino a martedì a disposizione per preparare al meglio la discesa. Confido di arrivarci con un briciolo di forza in più. E magari su neve un po’ più dura». Lara Gut e Sofia Goggia, svizzera-bresciana la prima, maturata campionessa al Rongai Pisogne la seconda non hanno centrato il podio: per Bresciasci una giornata che sarebbe potuta essere fantastica, mentre invece è terminata con le lacrime di Gut e l’arrabbiatura di Sofia. In questo contesto la più contenta deve essere proprio Nadia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

A.M.
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Pordenone
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Cittadella
25
Chievoverona
24
Frosinone
23
Perugia
23
Crotone
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17
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13
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2-3
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