02 luglio 2020

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28.06.2020 Tags: Brescia Calcio

Avvio bruciante, poi cala il gelo: un punto preso e altri due persi

Il braccio largo di Dessena per il secondo rigore a sfavore FOTOLIVE
Il braccio largo di Dessena per il secondo rigore a sfavore FOTOLIVE

Fino al primo rigore una delle migliori versioni del Brescia: attento dietro, ermetico in mezzo, famelico davanti. Dal primo rigore al secondo (con tutti i cambi genoani nel mezzo) la solita sofferenza ma anche una tenuta difensiva tutto sommato accettabile. Dopo il secondo rigore tanto orgoglio e qualche occasione mancata. La morale è un altro punto preso, altri due persi. Con una partita in meno e la stessa distanza dalla zona salvezza bisogna continuare a crederci ma non sono più concessi regali. I gol. Quel che tutti vedono è la finalizzazione, di prima e precisa al centimetro in entrambi i casi, un piccolo saggio di chirurgia calcistica firmato Donnarumma e Semprini. Quel che però va apprezzato maggiormente è la costruzione. IL VANTAGGIO è uno dei pochi codici che il Brescia ha canonizzato lo scorso anno: Torregrossa calamita su di sé tre difensori e apre lo spazio sulla corsia per Sabelli, cross del terzino e conclusione vincente di Donnarumma. Quattro tocchi, di cui tre in verticale, per andare in vantaggio. Il 2-0 nasce invece da una ripartenza innescata dallo stesso Donnarumma, con Bjarnason che vola sulla trequarti aperta, gira sul solito Sabelli e si presenta per raccogliere il passaggio di ritorno in area. Anche se lo fa con un tiraccio, Semprini è bravissimo a correggere a rete. La nota lieta del raddoppio è che per la seconda gara di fila il Brescia manda in area giocatori che non appartengono al pacchetto degli attaccanti. A FIRENZE era toccato a Dessena, stavolta a Bjarnason e Semprini. È un modo di presidiare l’area che ha esclusivamente la paternità di Diego Lopez. Con Corini accadeva raramente, mentre con Grosso i problemi erano ben altri. Il Genoa? Il suo primo tempo è una miscela di scelte tecniche sbagliate e un’interpretazione sgangherata. Nicola rinuncia al playmaker per due mastini come Behrami e Sturaro nell’idea che il costruttore di gioco sia Iago Falque. Così lontano dalla porta lo spagnolo fa quel che può, ovvero segnare su calcio di rigore. Solo al 10’ della ripresa l’ex Lume fa una mossa simile a quella che a suo tempo aveva dato la vittoria a Thiago Modda: dentro Schone e Pandev, si passa al 4-3-3. Poi però ci ripensa e vira sul 3-4-3. Quel che forse incide di più è l’idea di inserire di tutti e cinque i sostituti entro il 20’. Sono energie che portano a un presidio diverso dell’area e al secondo rigore. I RIGORI. Papetti colpisce con la testa la nuca di Romero. La sanzione è forse abbondante ma l’intervento, che toglie all’avversario la disponibilità della palla, non è composto. Un errore che si somma a quello commesso in avvio su Destro e a un rinvio a campanile sgangherato. Il secondo rigore è invece un fallo di mano di Dessena. Il braccio è largo e sulla traiettoria della palla che è destinata verso la porta. Con le attuali regole è, purtroppo, una sanzione corretta. Un altro punto preso, altri due lasciati per strada. Con una partita in meno per sperare. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberto Armanini
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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Benevento
76
Crotone
52
Cittadella
52
Spezia
50
Pordenone
49
Frosinone
48
Chievoverona
45
Salernitana
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Pisa
43
Empoli
42
Virtus Entella
41
Perugia
40
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39
Pescara
39
Juve Stabia
36
Cremonese
34
Ascoli
33
Cosenza
31
Trapani
30
Livorno
21
Ascoli - Crotone
1-1
Benevento - Juve Stabia
1-0
Chievoverona - Frosinone
2-0
Cittadella - Perugia
2-0
Cosenza - Trapani
2-2
Livorno - Venezia
0-2
Pescara - Empoli
1-1
Pordenone - Virtus Entella
2-0
Salernitana - Cremonese
3-3
Spezia - Pisa
1-2