16 dicembre 2019

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22.11.2019

Balotelli
ai margini
del Brescia

Mario Balotelli a terra. In questo Brescia fatica a trovare posto. Partirà a gennaio?
Mario Balotelli a terra. In questo Brescia fatica a trovare posto. Partirà a gennaio?

E così anche il Brescia ha conosciuto il Mario furioso. Qualcuno dice che prima o poi doveva succedere, ma quel che più conta è che sia accaduto ieri, giovedì, a tre giorni dalla partita con la Roma e dalla ripresa del campionato dopo le nazionali, in uno dei momenti più delicati della stagione del Brescia. Cos’è successo? In casi come questo è bene tenere i fatti ben lontani dalle supposizioni. E i fatti dicono che Balotelli ha dovuto lasciare l’allenamento prima del tempo. Se n’è andato da Torbole Casaglia sfrecciando sulla sua macchina con una mezz’ora abbondante d’anticipo sulla fine della seduta, il tutto mentre i compagni erano ancora in campo a provare movimenti e ascoltare le istruzioni di Grosso. È un caso, non ci sono altri modi per definirlo, il primo che vede protagonista Balotelli da quando ha deciso di vestire la maglia del Brescia.


INIZIA tutto alle 16.01. L’allenamento è in corso da un’ora, la partitella a tutto campo da poco meno di cinque minuti. Balo però sta con le riserve. La pettorina arancione la indossano Torregrossa e Donnarumma, con Romulo sulla trequarti e tutta la squadra titolare alle loro spalle. Forse un indizio della prossima esclusione all’Olimpico, qualcosa che un giocatore di quella caratura fa davvero fatica a mandar giù. Ad un certo punto si alza una voce dal campo, quasi certamente quella di Fabio Grosso: «Mario, vai!» Tre secondi, forse qualcosa meno, e Balotelli esce dal campo, si allontana dando le spalle ai compagni, toglie la felpa e s’infila negli spogliatoi. Altri quattordici minuti (cronometrati!) ed eccolo andarsene definitivamente dal centro sportivo a bordo della sua macchina. Il volto è teso, le mani fisse sul volante, il piede che pigia l’acceleratore tradisce nervosismo. Qualcosa è successo. Ma cosa? Per definire i contorni della vicenda si entra necessariamente nel campo delle supposizioni. Gli indizi, però, sono molti e abbastanza chiari. Anche nell’esercizio svolto prima della partitella, un undici contro undici d’intensità a campo ridotto, Balotelli non stava con i titolari. Tutto il contrario. Nei primi dieci minuti è stato addirittura impiegato in una metà campo a parte a lavorare con Mateju, Tremolada e Curcio ad alcuni movimenti offensivi. Poi si è spostato sul campetto per l’esercizio con i compagni. Dapprima con lo spirito propositivo di chi vuole entrare in tutte le azioni e darsi da fare. Poi con qualche lamentela (in modo particolare all’indirizzo di Magnani) per alcuni passaggi decisamente sbilenchi e una scarsa considerazione. Il tutto potrebbe essere stato trasportato nella partitella, con l’aggravante dell’odore di non-titolarità e quindi un po’ di comprensibile stizza. Un’altra versione potrebbe essere quella di un problema fisico e non di una questione disciplinare, ma questo potrà certificarlo solamente il Brescia attraverso un comunicato ufficiale. Oppure lo stesso Fabio Grosso in sede di presentazione della partita di Roma. I tifosi - e magari anche qualche compagno di squadra - non aspettano altro. La massima trasparenza in questi casi è sempre il modo migliore per uscire da eventuali speculazioni. Nel frattempo, lascia filtrare che «Balotelli è stato sostituito da Grosso durante le prove tattiche della partitella e ha raggiunto anzitempo gli spogliatoi». Quel che è certo è che Balotelli non ha concluso l’allenamento né è mai stato impiegato tra i possibili titolari nel corso del pomeriggio. E questa non è solo un’indicazione utile per azzeccare la formazione di Roma. Sommata alla sostituzione dopo 45 minuti con il Torino potrebbe dire molto di più. Di certo non si tratta di un buon inizio di stagione per lui. Dopo il rientro dalla squalifica il Brescia ha racimolato soltanto un punto e lui ha segnato la miseria di 2 gol, per altro inutili. Siamo quindi ad un bivio. Balo sì, Balo no? La risposta non può che spettare a lui attraverso il campo, se avrà la possibilità di giocare. Naturalmente quando gli sarà passata l’arrabbiatura.


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Alberto Armanini
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