23 aprile 2019

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16.04.2019

Brescia, zampata
che non ti aspetti
E ora «vede» la A

Lo sguardo vincente di Simone Romagnoli, l’autore del gol-partita nel finale: l’ennesima prodezza in zona-Brescia.SERVIZIO AGENZIA FOTOLIVE/Filippo Venezia
Lo sguardo vincente di Simone Romagnoli, l’autore del gol-partita nel finale: l’ennesima prodezza in zona-Brescia.SERVIZIO AGENZIA FOTOLIVE/Filippo Venezia

Alle soglie del paradiso. Se anche il «Picchi» di Livorno non è più tabù, se si vincono partite così sul filo, significa che questo Brescia merita la soddisfazione più grande. E ancora una volta è la perseveranza l’arma in più di una squadra che sa ciò che vuole e se lo va a prendere. Anche in fondo alle partite, anche in fondo alle proprie risorse, facendosi beffe degli avversari e persino della serata negativa di qualcuno dei suoi protagonisti. Quando Corini, al 32’ della ripresa, richiama Donnarumma, autore di due sbagli non da lui sottoporta, appare chiaro che, forse, è meglio accontentarsi, che un pareggino in trasferta è meglio che niente quando il gioco si fa duro e i punti pesano come macigni. PESA come un macigno l’andamento dello spezzatino di questa giornata, con le vittorie del Lecce e soprattutto del Palermo a Benevento. All’inizio della serata sono a un’incollatura e alla fine, dopo la zampata che non ti aspetti, sono di nuovo lontane: a 3 punti il Lecce che ha una partita in più, a 4 il Palermo. «E se ne va, la capolista se ne va», canta il settore ospiti. Sì, la capolista è sempre lassù, ci sarebbe rimasta anche non vincente. Ma questa è una prova di forza che spaventa la concorrenza. Probabilmente tutti fidano sulla rabbia e sulla disperazione del Livorno, reduce da 3 sconfitte consecutive, risucchiato sul fondo classifica e atteso al prossimo turno da uno scontro diretto infuocato a Foggia, da «mors tua vita mea». Il Brescia non ha bisogno di risorgere, è vivo da sempre, non conosce ostacoli. Livorno, però, non è un avversario facile. Breda schiera i suoi con Diamanti e una punta, Raicevic, bravo a tafferugliare ma non proprio un mostro di pericolosità. Cistana dopo 100 secondi e Ndoj all’11’ si prendono due gialli, tanto per capire subito l’aria che tira all’Ardenza, e la vicinanza del mare non c’entra. Però il Brescia non si scompone. Torregrossa (19’) centra il palo imbeccato da un delizioso destro di Tonali, che con Cistana è l’emblema dei talenti fatti in casa che sono bravi bravi e strameritano di giocare sempre. La loro maturità - e in due arrivano a 40 anni - è quella di una squadra che adesso sa limitare i rischi al minimo, giusto due parate di Alfonso al 33’ su inzuccata di Gonnelli e al 41’ sul solito sinistro non banale di Diamanti, il grande ex, che si sbatte come un giovanotto alle prime armi ma nella ripresa esaurirà la bombola. Come tutto il Livorno. NEL SECONDO TEMPO, infatti, l’ardore dei toscani non c’è più, l’amaranto delle loro maglie diventa stinto e non più fiammeggiante. Il bianco del Brescia, però, non è fluorescente. Ndoj al 3’ rischia il secondo cartellino giallo (fallo su Agazzi), Corini lo toglie subito e lo sostituisce con Dessena. Entra pure Tremolada (fuori Spalek) e mago mancino illumina la scena. Peccato che la sua bacchetta produca incantesimi che Donnarumma non sfrutta: al 19’ il bomber spara incredibilmente a salve, tra le braccia di Zima. E al 27’, imbeccato da Dessena, si gira quella frazione di secondo più tardi da consentire al portiere la respinta con il corpo in uscita. Il Brescia combatte, non brilla ma è dentro la partita. Intanto rende inoffensivo il Livorno, che ha 27 punti in meno (saranno 30 alla fine) ma che si aggrappa alla grinta dei suoi senatori: Valiani è dell’80 e sulla destra non si ferma mai; Diamanti, classe ’83, prova a inventare ma predica nel deserto; e Luci, altro ultratrentenne, in mezzo è ammirevole per come insegue tutti e suona la carica. Ma le grandi non hanno pietà. Non si accontentano come, a un certo punto, ci si rassegna in tribuna. Il Brescia non affonda i colpi, ma è sempre là davanti. Attacca. Finché, al minuto numero 89, Torregrossa addomestica il pallone in area livornese, sulla destra si libera di Di Gennaro. L’istinto dell’attaccante lo porterebbe a concludere anche da posizione angolata, ma con la coda dell’occhio Torregrossa vede una chioma bionda in posizione ideale per la stoccata. Non è quella di Donnarumma, ma di Romagnoli, la zampata che non ti aspetti: la sua spaccata non perdona e manda il Brescia alle soglie del paradiso. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Brescia
63
Lecce
60
Palermo
57
Benevento
53
Pescara
50
Hellas Verona
48
Spezia
46
Cittadella
45
Perugia
45
Cremonese
42
Cosenza
42
Ascoli
42
Salernitana
38
Crotone
34
Venezia
33
Foggia
31
Livorno
31
Padova
26
Carpi
26
Ascoli - Venezia
1-0
Brescia - Salernitana
3-0
Carpi - Pescara
0-0
Cittadella - Cremonese
1-3
Cosenza - Spezia
1-0
Foggia - Livorno
2-2
Hellas Verona - Benevento
0-3
Palermo - Padova
1-1
Perugia - Lecce
1-2
Crotone - [ha Riposato]