31 ottobre 2020

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24.09.2020 Tags: Brescia Calcio

Cagni: «Il
Brescia è già
forte e non si può nascondere»

Gigi Cagni: ha 70 anniAlfredo Donnarumma, 29 anni, ed Ernesto Torregrossa, 28 esultano dopo un golIl Brescia punta ancora sui due cannonieri della promozione in A del 2018-19
Gigi Cagni: ha 70 anniAlfredo Donnarumma, 29 anni, ed Ernesto Torregrossa, 28 esultano dopo un golIl Brescia punta ancora sui due cannonieri della promozione in A del 2018-19

Fra settantenni ci si capisce al volo. Stessa età, stesso nome, idea di calcio simile se non uguale. Di diverso la carriera. Gigi Delneri, fra le tante panchine, si è seduto su quelle di Juventus e Roma; Gigi Cagni non ha mai avuto l'opportunità di guidare una grande squadra, anche se ci è andato vicino sfiorando la possibilità di diventare l'allenatore di Inter e Milan: «Il Brescia prendendo Delneri ha fatto la scelta giusta com’era quella di Corini». Cagni, chi in pole position? Per le retrocesse è un obbligo provare a risalire. Hanno a disposizione il paracadute e non si tratta di noccioline, dunque non possono nascondersi. E chi ha fatto la A, tiene già a stipendio giocatori di un certo livello. A Brescia, Spal e Lecce è d'obbligo aggiungere il Monza di Berlusconi e Galliani? Se ne sta parlando anche troppo. Ma non è detto che se si prendono i giocatori più forti che ci sono sul mercato, ne venga fuori una squadra. Lo so perché ci sono passato. Non si riferisce certo al Brescia della retrocessione evitata all'ultima giornata. Mi riferisco allo Spezia. Sulla carta era la squadra più forte, che aveva già cambiato una marea di allenatori. Okaka, Sansovini e compagnia bella avrebbero dovuto fare un boccone degli altri. Ma insieme non facevano una squadra. E nel calcio di oggi, per come la vedo io, l’allenatore conta più di una volta. L'esperienza vale qualcosa. Per questo è stata una buona idea affidare il Brescia a Del Neri? E perché è un vincente. Ma non si va da nessuna parte se in campo non ci sono giocatori di personalità. Non per caso Corini, che è un ottimo tecnico, ha vinto. Anche perché aveva giocatori di personalità, in primis Tonali. Già pronto per il Milan? Non ho dubbi. A 12 anni, quanto a personalità, era già una spanna sopra gli altri. Lo avrei fatto esordire in prima squadra, anche se giovanissimo, se non ci fosse stata la salvezza da conquistare all'ultima giornata. Ma che sia pronto, non ci sono dubbi. Il ruolo? Sono curioso di scoprirlo. Davanti alla difesa, certo. Ma ha le caratteristiche giuste per diventare una mezzala. Una mezzala deve saper contrastare. Deve avere personalità e saper tirare in porta. Tonali, appunto. Tornando al Brescia, Delneri è la scelta migliore? Non è da oggi che considero Cellino un presidente che capisce di calcio. L’anno scorso ha commesso qualche errore, ma non per questo ho cambiato idea. Ha fatto bene ad affidare la squadra a un tecnico esperto. L’anno scorso sono stato contattato da un presidente, di cui non faccio il nome. Alla fine di una chiacchierata, mi ha detto che però preferiva un giovane che sapesse insegnare ai giovani. Storie. I migliori a fare scuola ai giovani sono gli allenatori di una certa età. Se poi si prende un tecnico vincente, o quasi sempre vincente, che ha sperimentato tutte le categorie, non c'è altro da aggiungere. Un presidente, al di là di tutti i luoghi comuni, quando parla con un allenatore non di primo pelo, deve solo capire se non è rincoglionito. Se ci sta con la testa, non serve altro. Nemmeno il modulo. Del Neri gioca il 4-4-2. Ancora con i moduli? Non contano. Conta l'allenatore e i giocatori. Il resto zero. Fosse in Cellino concederebbe il via libera a Torregrossa, peraltro blindato dal presidente? “Se voglio vincere il campionato, non rinuncerei mai a un giocatore come Torregrossa e nemmeno a Donnarumma. O la valanga di gol segnati due anni fa conta zero? Come spiega la decisione del presidente di passare la fascia di capitano da Torregrossa a Bisoli, peraltro ancora infortunato? Non me lo spiego. E non mi spiego nemmeno perchè la decisione sia arrivata da Cellino, sempre che sia vero che a decidere è stato il presidente. Il capitano va scelto dall’allenatore insieme alla squadra. Oltretutto Bisoli, da capitano, rischia che una giornata di squalifica si trasformi in 2. La posizione che occupa in campo favorisce le ammonizioni. E ha una carica agonistica a volte esagerata. Ha detto che Cellino ha commesso qualche errore. Il più grave è stato Balotelli? Non era adatto al Brescia e forse a nessun’altra squadra. E mi spiace. Davvero molto. Balotelli è un bravissimo ragazzo. Buono come il pane. Ma non si può fare il calciatore come lo intende Balotelli. E questa cose le ho dette 6 anni fa. Ero a Manchester per assistere agli allenamenti di Mancini. Alla fine ho chiesto a Balotelli con chi giocasse il giorno dopo. Mi ha risposto che non lo sapeva. Una cosa del genere non sta né in cielo né in terra. Il guaio è che era sincero. Senza cattiveria che peraltro, come uomo, non possiede. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberto Timpini
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Salernitana
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Cittadella
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Frosinone
10
Chievoverona
10
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Reggina
7
Spal
6
Lecce
6
Cosenza
5
Reggio Audace
4
Brescia
4
Pordenone
4
Ascoli
4
Monza
3
Cremonese
3
Virtus Entella
3
Pisa
3
L.r. Vicenza Virtus
2
Pescara
1
Cosenza - Lecce
1-1
Cremonese - Brescia
Empoli - Pisa
3-1
Monza - Chievoverona
1-2
Pescara - Frosinone
0-2
Pordenone - Reggina
2-2
Reggio Audace - Cittadella
Salernitana - Ascoli
1-0
Spal - L.r. Vicenza Virtus
3-2
Virtus Entella - Venezia