17 settembre 2019

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24.04.2019

Dall’addio all’apoteosi:
così Corini si è
ripreso il Brescia

La tifoseria della Curva Nord: entusiasta per un’annata superEugenio  Corini saluta e ringrazia il pubblico della squadra della sua città d’origine.L’allenatore del Brescia è a un passo dalla promozione in  A SERVIZIO AGENZIA FOTOLIVE
La tifoseria della Curva Nord: entusiasta per un’annata superEugenio Corini saluta e ringrazia il pubblico della squadra della sua città d’origine.L’allenatore del Brescia è a un passo dalla promozione in A SERVIZIO AGENZIA FOTOLIVE

Forse ha ragione lui. In questo caso, nel suo caso, di sicuro. Ha ragione, Eugenio Corini. Quando razzola, senza predicare troppo, come chi ci crede davvero, ci crede fino in fondo. È fatto così e i fatti, alla fine, gli danno ragione. La Serie A è a un passo. I bresciani lo portano in trionfo. Casa sua l’ha riaccolto. Gli ha permesso di tornare a sentirsi figlio tanto amato. EUGENIO Corini se n’era andato da Brescia a 24 anni, e sembrava avere già un grande futuro dietro le spalle. Qui era cresciuto e aveva spiccato il volo: Juventus, la prima di Roberto Baggio. Due stagioni e un titolo europeo con l’Under 21 da regista di gran classe, poi Sampdoria e Napoli. Nel novembre ’94 il richiamo della patria: Brescia di nuovo in A, Brescia in difficoltà. Tornare fu una scelta d’amore, ma la squadra era costruita male e fece anche peggio. Retrocessione-record, sofferenza doppia per un bresciano. E addio fra i fischi, in un clima tremendo. Ma la parabola da calciatore era appena cominciata. Ha conosciuto punte notevoli passando da Piacenza, Verona e Chievo a Palermo e Torino. Oltre gli infortuni, a un certo punto anche oltre la carta d’identità. CORINI, da allenatore, è partito da Crotone e Frosinone. Poi tanta Serie A con il Chievo di cui era stato faro da giocatore, fra il 2012 e il 2014. Passato il periodo d’oro veronese, Palermo e Novara sono state delusioni. Ma l’avventura da tecnico era appena cominciata. Ecco la grande occasione proprio a casa, con quella squadra in cui non sembrava credere nessuno. Ma lui sì. «Il Brescia ha tutto per puntare in alto: ha tanta qualità», diceva in tempi non sospetti, quando al timone era David Suazo e la stagione tutta da costruire. Se ha detto subito sì a Massimo Cellino, trasformando in un arrivederci l’addio di oltre vent’anni prima, è perché in questo Brescia Corini credeva davvero. Ancora prima di allenarlo. Ci ha messo tutto se stesso. Ha fortemente voluto quello che ha adesso: un gruppo compatto, un gioco logico, le qualità dei singoli evidenziate nella coralità. La gente bresciana, che ha tanto cuore e zero pregiudizi, l’ha riaccolto e, ricordandone il passato, l’ha incoronato anche più volentieri. Il giro di campo per acclamazione di lunedì, dopo la vittoria sulla Salernitana, parlava da solo. «Mai successo da allenatore. E qui nemmeno da giocatore», sorrideva Corini. Profeta in patria, così. Oltre vent’anni dopo una separazione sofferta. Ancora più difficile. Ancora più bello. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gian Paolo Laffranchi
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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Virtus Entella
9
Benevento
7
Pisa
7
Perugia
7
Ascoli
6
Pordenone
6
Pescara
6
Salernitana
6
Empoli
5
Crotone
5
Chievoverona
4
Spezia
3
Venezia
3
Cremonese
3
Frosinone
3
Cittadella
3
Cosenza
1
Juve Stabia
1
Livorno
0
Trapani
0
Ascoli - Livorno
2-0
Cittadella - Trapani
2-0
Cosenza - Pescara
1-2
Crotone - Empoli
0-0
Perugia - Juve Stabia
0-0
Pisa - Cremonese
4-1
Pordenone - Spezia
1-0
Salernitana - Benevento
0-2
Venezia - Chievoverona
0-2
Virtus Entella - Frosinone
1-0