24 agosto 2019

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13.04.2019

Filippini si gioca la doppia «Brescia in A, Livorno salvo»

Antonio Filippini litiga con Andrea Caracciolo in Livorno-Brescia 3-0 del 2009: a sinistra DiamantiAntonio Filippini, 45 anni, in maglia Brescia: 2 promozioni in Serie A
Antonio Filippini litiga con Andrea Caracciolo in Livorno-Brescia 3-0 del 2009: a sinistra DiamantiAntonio Filippini, 45 anni, in maglia Brescia: 2 promozioni in Serie A

Anche dopo 10 anni l’immagine non si cancella: il Brescia scornato per l’ennesimo assalto fallito alla Serie A, i gemelli Filippini che festeggiano la promozione con la maglia e i colori avversi. Fasciati di amaranto. Quella notte del 20 giugno 2009 il pullman del Livorno gira sul lungomare scortato da centinaia e centinaia di motorini e auto strombazzanti. Una città impazzita, con il sottofondo delle onde del Tirreno. Su quel pullman Emanuele e Antonio sono in prima fila. Fa un certo effetto vederli così pazzi di gioia dopo aver sconfitto il Brescia, ma conoscendoli nessuna poteva avere dubbi sulla loro professionalità. L’unica consolazione: un’abbuffata di antipasti di mare e una spaghettata ai ricci da alzarsi da tavola praticamente all’alba. A Livorno c’è il culto del pesce: l’unica cosa da ricordare di quella serata tristissima. Dopo il 2-2 dell’andata al «Rigamonti» di 4 giorni prima, in Toscana il Brescia deve vincere. A centrocampo non riesce ad arginare un folletto inesauribile, imprendibile, cattivo come sempre: «Ma c’era un motivo - ricorda Antonio Filippini, titolare quella sera mentre Emanuele parte in panchina ed entra solo nel finale -. A Livorno girava voce che non mi sarei impegnato contro il Brescia e c’era chi caldeggiava la mia esclusione. Per fortuna la società e l’allenatore Ruotolo nutrirono sempre la massima fiducia nella mia professionalità. Io ne feci una questione d’onore: avevo fatto strada con l’agonismo, la grinta e la corsa. Quindi dovevo giocare così anche quella finale». ANCHE SE DAVANTI c’è il Brescia: «Credetemi: è stata la settimana più strana della mia carriera, anche la più difficile. No, non mi aiutò il fatto di avere a fianco mio fratello. Queste sono emozioni fortissime che puoi anche condividere con chi ti è vicino, ma poi alla fine le vivi tu. E io vinsi quell’emozione fortissima giocando come sapevo: andavo su ogni pallone come se fossi l’ultimo, le presi e le diedi, in campo litigai con Caracciolo. Alla fine vinse il Livorno, credo con merito». Dopo il 2-2 di Mompiano (Tavano, Diamanti e doppietta di Taddei per i biancazzurri), al «Picchi» il primo tempo finisce 0-0 solo perché Viviano para anche i moschini. Ma nella ripresa segnano Tavano, Diamanti (di destro!) e Bergvold, centrocampista danese. È uno dei tanti dispiaceri nello stadio del quartiere Ardenza: «Adesso è cambiato tutto, la classifica mi sembra parli chiaro - e Antonio Filippini chiude con il passato e si concentra sul presente -. Il Brescia ha un gruppo fortissimo, il suo cammino dice tutto: ha un gran bel gioco e continuità di risultati, fondamentale per fare strada in un campionato come la Serie B». Il signore sì che se ne intende. Ne ha vinti 4: 2 con il Brescia (nel ’96-97 con Edy Reja, nel ’99-2000 con Nedo Sonetti), uno con il Palermo (nel 2003-04 con Francesco Guidolin in panchina ed Eugenio Corini capitano) e, appunto, quello negato al Brescia con il Livorno 10 anni fa: «Il Brescia è favorito, anche se non sarà facile vincere sul campo di una squadra che è affamata di punti-salvezza. Giocatori come Donnarumma, Torregrossa e Tonali possono fare la differenza in qualunque momento. Ma il Livorno, ora come allora, ha Diamanti e non mi fa velo la conoscenza con Alino. Può davvero essere lui l’ago che a sorpresa può far pendere la bilancia dall’altra parte. Ma sul piano dei valori tecnici, non c’è storia: il Brescia è superiore». Del Brescia, Filippini si professa «primo tifoso e non vedo l’ora di festeggiare la promozione in A, che è strameritata. L’ultima volta c’ero io che chiudevo la carriera ed è già passato troppo tempo». CON LA MAGLIA biancazzurra in 10 stagioni (dal 1995 al 2004 e nel 2010-2011) ha giocato 281 gare di campionato con 14 reti. A Livorno, dal 2006 al 2010, 109 presenze e 4 centri: «Livorno è la mia seconda casa, è la squadra dove sono stato di più dopo il Brescia. Per questo mi auguro Brescia in A e Livorno in salvo. È la doppia del mio cuore, credo sia possibile». Anche cancellare 10 anni fa si può: vincendo lunedì. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vincenzo Corbetta
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