01 aprile 2020

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17.02.2020

Generoso, inadeguato E così il Brescia casca di fronte alla Signora

La desolazione dei giocatori del Brescia al termine della partita persa a Torino contro la Juventus
Una scena purtroppo frequente SERVIZIO FOTOLIVE / Filippo Venezia, Manuela Viganti
La desolazione dei giocatori del Brescia al termine della partita persa a Torino contro la Juventus Una scena purtroppo frequente SERVIZIO FOTOLIVE / Filippo Venezia, Manuela Viganti

Bisogna andare al di là della prestazione dignitosa, della sconfitta onorevole contro i campioni d’Italia in tono minore, di quello che poteva essere, non è ancora e chissà se sarà, alias la salvezza. Resta la consapevolezza che il Brescia è andato all’Allianz Stadium di Torino ad affrontare la Juventus con una rosa risicata, con il minimo indispensabile per proporre un undici accettabile e una panchina inadeguata, con un giocatore, Donnarumma, in questo momento perso alla causa. E se la fortuna è cieca, la sfortuna ci vede benissimo. Il Brescia - già privo di Joronen, Cistana, Romulo, Tonali, Torregrossa: assenze pesanti in ogni reparto - dopo 10 minuti perde il portiere di riserva, Alfonso. E dopo 38 resta in 10 per l’espulsione di Ayé, che in attacco non punge e quando rientra in difesa si fa beccare in fallo come uno alle primissime armi. Il grave è che il francese si fa ammonire 2 volte in 4 minuti: al 34’ per fallo su Danilo e al 38’ per una spinta su Ramsey proiettato a rete. Peccato che Chiffi di Padova si tenga il cartellino in tasca per un’entrata con il piede a martello di Cuadrado su Bisoli. E desta più di un sospetto il fallo di Bonucci su Ayé, lanciato a rete dall’unico lampo della partita di Balotelli, per il resto non pervenuto: pare chiara occasione da rete, anche se a fianco di Bonucci e Ayé sta Danilo. AL DI LÀ di questi episodi, è inaccettabile che il Brescia sia ridotto così ai minimi termini, che al mercato invernale non sia intervenuto come doveva per irrobustirsi. Cellino preferisce trattare gli allenatori, con la sua presidenza i tecnici fanno dei giri immensi, poi ritornano e vengono ricacciati. Peccato solo che il Brescia rischi di non fare un giro immenso tra le grandi, anche se mollare proprio adesso sarebbe un delitto. Vero che il distacco dalla zona salvezza è salito da 6 a 7 punti, ma la quart’ultima è la Sampdoria, crollata in casa contro la Fiorentina e alle prese con una crisi societaria di non facile soluzione. Qui si sanno benissimo le conseguenze di una società allo sfacelo, non ci fosse stato il ripescaggio sarebbe stata Serie C. Tornando al discorso dell’inadeguatezza, il Brescia da questa Samp allo sbando ha subìto la sconfitta più pesante della stagione. Altro che i mancati cartellini! TORNANDO alla sfida ad armi impari dello Stadium, il Brescia ha il merito di non sbracare di fronte alla Juve orfana di Cristiano Ronaldo e non si capisce se i suoi compagni si siano adeguati al riposo del campione. Lenta, persino noiosa a tratti la manovra bianconera, illuminata dal solo Dybala (ma uno così, caro Sarri, si può tenere in panchina?) e dalle accelerazioni di Cuadrado. Il Brescia regge perché i due centrali difensivi, Chancellor e Mateju, si producono in un’infinità di salvataggi, perché Sabelli sulla destra tiene bene, Bisoli e Bjarnason in mezzo fanno le due fasi come si deve e Zmrhal è il vero acquisto di gennaio. Le punte meritano un capitolo a parte, certo è che non consola vedere Balotelli così fuori dal contesto e poco propenso al sacrificio e chi dovrebbe sostituirlo, Donnarumma, non viene preso in considerazione: dopo le ultime uscite si capisce il perché. La giornata-no di Balo è simboleggiata dalla punizione dal limite all’inizio, calciata non di potenza ma con un pretenzioso destro a giro che termina sugli spalti dell’Allianz Stadium. Il Brescia non è mai pericoloso. Va bene la differenza di valori, però gli unici pericoli per la porta bianconera arrivano nella ripresa, un tiro alto di Bjarnason al 27’ e una deviazione in angolo di Szczesny su un radente di Ndoj al 43’. Più che per il mancato cartellino a Cuadrado, c’è da protestare per le condizioni in cui il Brescia si è presentato a Torino, con una rosa che mostra tutti i suoi limiti. Non si può dire come sarebbe finita con i biancazzurri al completo, ma l’emergenza non deve diventare la scusa per dire che così ridotti al lumicino non si poteva fare di più. Il Brescia a Torino non ha sbracato, ma non basta. Bisogna ritornare a fare punti e puntare la Samp. Nulla è impossibile, se ci si crede e soprattutto si ragiona in modo da pensare che il miglior paracadute possibile, anche economicamente, sia la salvezza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Benevento
69
Crotone
49
Frosinone
47
Pordenone
45
Spezia
44
Cittadella
43
Salernitana
42
Chievoverona
41
Empoli
40
Virtus Entella
38
Pisa
36
Juve Stabia
36
Perugia
36
Pescara
35
Ascoli
32
Venezia
32
Cremonese
30
Trapani
25
Cosenza
24
Livorno
18
Benevento - Pescara
4-0
Chievoverona - Cosenza
2-0
Cittadella - Pordenone
0-2
Empoli - Trapani
1-1
Frosinone - Cremonese
0-2
Juve Stabia - Spezia
3-1
Perugia - Salernitana
1-0
Pisa - Livorno
1-0
Venezia - Crotone
1-3
Virtus Entella - Ascoli
3-0