19 ottobre 2020

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27.09.2020 Tags: Brescia Calcio

Il Brescia cade subito ma si rialza, rimedia e resiste in inferiorità

Florian Ayè nella morsa dei difensori dell’Ascoli: a destra lo osserva Nicola Leali, portiere bianconero ex del BresciaIl campionato è iniziato con un pari interno SERVIZIO FOTOLIVE / Filippo Venezia, Simone Venezia
Florian Ayè nella morsa dei difensori dell’Ascoli: a destra lo osserva Nicola Leali, portiere bianconero ex del BresciaIl campionato è iniziato con un pari interno SERVIZIO FOTOLIVE / Filippo Venezia, Simone Venezia

Gigi Delneri va lasciato lavorare e messo nelle condizioni di fare il bene del Brescia. Deve avere a disposizione alternative valide - al netto delle assenze (definitive?) di Sabelli e Torregrossa - che nella partita contro l’Ascoli non ci sono e la panchina di cui dispone non è corta, di più. Delle idee dell’allenatore si vede parecchio nella prima di campionato, il fatto che non portino alla vittoria è indipendente dal suo «credo». Non è per il 4-4-2 che si prende gol dopo 39 secondi - ed è il primo della Serie B 2020-21 -, o che Papetti viene espulso all’11’ della ripresa dopo un aggancio sciagurato di Chancellor (allenarsi sulla tecnica è vietato?), che spalanca le porte a Chiricò, falciato al limite dell’area. A parte l’inizio e il lungo periodo in 10 contro 11, è un Brescia dominante, con la linea difensiva altissima, che si prende parecchi rischi ma che va al tiro non poche volte: da fuori e dall’interno dell’area, sui piazzati (la traversa di Chancellor dopo 15 minuti su angolo di Zmrhal, con deviazione decisiva dell’ex Leali), verticalizzando e sfondando ai lati. GLI ESTERNI, appunto. Cardini del gioco di Delneri. Nel dopogara l’allenatore li elogia e polemizza con il mondo esterno, alias i media: «Nessuno mi chiede di Martella: è stato il migliore. E Spalek? A Brescia non si è visto mai così in questo ruolo», le sue parole. In effetti sia Spalek che Martella danno un contributo non banale in entrambe le fasi, più il mancino dello slovacco calato alla distanza. E bene anche i nuovi a centrocampo: il polacco Labojko, che parte titolare, è virtuoso nel colpo di tacco che porta all’1-1; l’olandese Van de Looi, entrato nella ripresa, ha piedi interessanti. Ma di Delneri non si capisce perché, dopo il rosso a Papetti, tolga Donnarumma, autore dell’1-1, e non Ayé, il cui assist sul gol per il tecnico «è un cioccolatino ben confezionato». Ma non basta un cioccolatino, anche se ben confezionato, per dire che un pranzo è sontuoso. Non basta un assist per smettere di chiedersi il perché di questa insistenza su un attaccante che, in 23 partite ufficiali in biancazzurro, è ancora a secco e, a memoria, non si ricorda un ruolino del genere. Chi è più utile della squadra di chi fa gol trasformando una delle 2 occasioni a disposizione? Lui o chi non segna perché alla porta nemmeno ci si avvicina? Paolo Rossi ai Mondiali dell’82 era meno importante di Graziani, generoso per antonomasia? Giocava meno per la squadra? Questione filosofiche, si dirà, e invece sono molto pratiche soprattutto a mercato aperto. Donnaurmma non prende benissimo la sostituzione. Il gesto di stizza, molto ben documentato dalla nostra agenzia Fotolive nelle pagine seguenti, è evidente anche dalla tribuna del Rigamonti, che pure non è proprio attaccata al campo. SI PUÒ ESSERE in disaccordo su qualche punto con Delneri, non sulla filosofia che sta cercando di trasmettere alla squadra. Se Cellino tiene il punto - non parte nessuno dei big, tranne Tonali: finora è stato così - e soprattutto regala qualche rinforzino in difesa, da anni il tallone d’Achille del Brescia, non si arriverà al Chievo-bis - una favola irripetibile - ma la lotta alla Serie A avrà nella banda Delneri una pretendente seria e la serietà delle ambizioni sarebbe la somma tra le idee guida e la qualità della rosa. Nell’1-1 all’Ascoli non si vede il nulla, ma concetti di gioco molto all’avanguardia, molto ragionati. Apprezzabile il carattere della squadra, capace di reagire all’inzuccata di Cavion dopo 39 secondi e di restare compatta anche in 10 contro 11, concedendo all’Ascoli il minimo sindacale e continuando a cambiare modulo (dal 4-4-1, al 4-3-2 e di nuovo al 4-4-1) per non rassegnarsi al pari. L’ultima occasione della partita è del Brescia ma Mangraviti al 94’ quasi non crede che il perfetto centro mancino di Martella raggiunga proprio lui nell’area piccola e, nel cercare di agganciare il pallone anziché calciarlo al volo, gira al largo dalla porta di Leali. Lo stesso fa Donnarumma nel primo tempo, sempre su invito di Martella, e uno come lui 2 anni fa dal limite dell’area piccola avrebbe calciato di prima, anche «sporco». Il gioco e le occasioni fioccano, la vittoria arriverà. Lasciate lavorare Delneri, please: darà soddisfazioni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vincenzo Corbetta
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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Cittadella
7
Salernitana
7
Empoli
7
Frosinone
6
Reggina
5
Reggio Audace
4
Brescia
4
Chievoverona
4
Lecce
4
Venezia
4
Pordenone
3
Spal
3
Cosenza
3
Monza
2
Cremonese
2
Virtus Entella
2
Pisa
2
L.r. Vicenza Virtus
1
Pescara
1
Ascoli
1
Brescia - Lecce
3-0
Cosenza - Cittadella
1-1
Cremonese - Venezia
0-0
Frosinone - Ascoli
1-0
Monza - L.r. Vicenza Virtus
Pescara - Empoli
1-2
Pordenone - Spal
3-3
Reggio Audace - Chievoverona
0-1
Salernitana - Pisa
4-1
Virtus Entella - Reggina
1-1