26 aprile 2019

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24.03.2019

Il Brescia riparte da lepre ma sente il fiato di chi insegue

Ernesto Torregrossa, 26 anni, nell’amichevole di Ospitaletto contro il Lugano FOTOLIVE
Ernesto Torregrossa, 26 anni, nell’amichevole di Ospitaletto contro il Lugano FOTOLIVE

Sempre meglio essere lepre che cacciatore, inseguire che essere inseguiti. Il contrario? Stupidaggini. Il Brescia, conclusa la maxi sosta, riparte davanti a tutti: un ruolo indiscutibile già prima del doppio stop. Bene così. Adesso, però, basta perdere un colpo per ritrovarsi fuori dalla zona promozione diretta. La goleada ai danni dell’Ascoli, nel recupero della gara sospesa il primo febbraio dopo pochi secondi per il grave infortunio al giallorosso Scavone, ha portato il Lecce al 3° posto, a soli 2 punti dal Brescia. In mezzo c’è il Palermo, secondo. PER CONQUISTARE la promozione diretta in Serie A, obiettivo non più nascosto, è vietato sgarrare. Certo, non è facile adattarsi al più bizzarro campionato di B della storia. Tre settimane di sosta, 3 partite in 6 giorni (sabato 30 contro il Foggia, martedì 2 a Verona, venerdì 5 con il Venezia) e il successivo impegno contro il Livorno lunedì 15. «Geniale» per come è stato concepito. «Sappiamo benissimo che si sarebbe potuto stilare il calendario in maniera più razionale- le parole del portiere biancazzurro Enrico Alfonso -, ma dobbiamo adattarci. Non resta che prepararci al meglio». Prima della sosta il Brescia ha accusato un paio di passaggi a vuoto: il pareggio di Padova, contro il fanalino di coda, la sconfitta in casa contro il Cittadella. A Cosenza, però, la squadra è tornata su standard degni di una capolista: ha dominato per 60 minuti su 90, ha pagato pesantemente pochi minuti di black out, in cui ha preso l’uno-due calabrese. Ma l’ultima immagine del Brescia è quel secondo tempo da dominatore autentico, da squadra veramente leader: della classifica ma anche di se stessa, del proprio sentire. Il Brescia è stato leader anche nella volontà di non lasciare nulla di intentato per prendersi una partita che pareva perduta. E ha segnato 3 gol sul campo di una squadra che in casa non subìva da oltre 600 minuti. Una vera e propria impresa. Ma solo una battaglia. Il Brescia vuole un successo totale, Corini sogna di essere incoronato generale da profeta in patria e varrebbe doppio. Contro il Lugano, pur restando all’asciutto (in campionato è accaduto solo una volta, nel già citato stop interno contro il Cittadella), la squadra non è dispiaciuta affatto. Un bel segnale in vista dello sprint che dovrà riportare il Brescia in A, campionato dal quale manca dal 2011, e per cambiare la sua storia, fatta per la stragrande maggioranza di Serie B. Questa è una ghiotta occasione. Niente paura, nessuna tentazione di voler gestire se non si vuole passare da lepre a cacciatore. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vincenzo Corbetta
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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Brescia
63
Lecce
60
Palermo
57
Benevento
53
Pescara
50
Hellas Verona
48
Spezia
46
Cittadella
45
Perugia
45
Cremonese
42
Cosenza
42
Ascoli
42
Salernitana
38
Crotone
34
Venezia
33
Foggia
31
Livorno
31
Padova
26
Carpi
26
Ascoli - Venezia
1-0
Brescia - Salernitana
3-0
Carpi - Pescara
0-0
Cittadella - Cremonese
1-3
Cosenza - Spezia
1-0
Foggia - Livorno
2-2
Hellas Verona - Benevento
0-3
Palermo - Padova
1-1
Perugia - Lecce
1-2
Crotone - [ha Riposato]