25 aprile 2019

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20.03.2019

«Io, re di
Londra
col Brescia»

La pagina di Bresciaoggi che celebrò il trionfo del 20 marzo 1994Capitan Bonometti, affiancato da Domini, Ambrosetti e Baronchelli, alza al cielo il trofeo Anglo-Italiano
La pagina di Bresciaoggi che celebrò il trionfo del 20 marzo 1994Capitan Bonometti, affiancato da Domini, Ambrosetti e Baronchelli, alza al cielo il trofeo Anglo-Italiano

Venticinque anni dopo il ricordo è ancora fresco. Ben scolpito nella mente dei tifosi biancazzurri. Ma anche in quella di Gabriele Ambrosetti, il «match winner» di quella domenica 20 marzo 1994. Un gol in girata. Bello, spettacolare, ma soprattutto tremendamente decisivo. Con quella prodezza il Brescia superò il Notts County al termine di una partita entrata di diritto nella storia. Quella che sancì la prima, e sin qui unica, vittoria del Brescia in un torneo internazionale. UNA LEONESSA fu sufficiente da sola per domare i tre leoni della terra d’Albione. L’Inghilterra intera si inchinò al grande Brescia di Mircea Lucescu nel suo tempio per eccellenza, lo stadio di Wembley. «Mi capita spesso di tornare a pensare a quel gol e le emozioni sono davvero tante» confessa «Lele» Ambrosetti, attaccante poi trasformato in esterno offensivo che ora vive e lavora a Londra. «Sembra incredibile. Faccio l’agente intermediario e mi capita spesso di entrare nel nuovo stadio di Wembley. Se chiudo gli occhi mi viene in mente tutto di quella giornata fantastica. Mi immedesimo davanti alla porta, ricordo il gol, l’abbraccio con i compagni, ogni dettaglio di quella partita. E i tifosi del Brescia: tanti, rumorosi. Un sostegno fondamentale. Mi sento come il re di Londra, grazie al Brescia». La vittoria nel torneo Anglo-Italiano fu il primo passo verso una stagione che Brescia ricorderà tra le più prolifiche ed intense della propria storia. Un trampolino di lancio perfetto per centrare una straordinaria rimonta in campionato e ottenere così la promozione in serie A. «E pensare che le cose non stavano andando per niente bene. Ricordo qualche contestazione dei tifosi, anche se il loro affetto non è mai mancato, la squadra che faceva fatica in campionato e che chiuse l’andata molto attardata rispetto alle prime posizioni. Ma c’era tanta qualità e lo abbiamo dimostrato sul campo». Una stagione indimenticabile anche per Gabriele Ambrosetti, autore di 10 reti stagionali (8 in campionato). «Brescia è stata la mia prima esperienza vera lontano da casa in una categoria importante. Sarebbe banale ricordarla solo per quel famoso gol. Sono molto legato alla piazza e all’affetto ricevuto in biancazzurro. Sono fiero di avere ancora oggi tanti amici bresciani». Ed è qui che Gabriele Ambrosetti si accorge di aver segnato un altro grande gol. «Alla base di tutto, in qualsiasi momento della vita, ci sono i valori delle persone. Li trovai nello spogliatoio, tra i miei compagni, in un grande allenatore come Mircea Lucescu, con il quale sono sempre in contatto. E ovviamente in questa città». E quella partita? «Impossibile da dimenticare. Vincere un trofeo così importante in uno stadio come quello di Wembley a soli vent’anni... E poi fu il coronamento di mesi intensi di lavoro e sacrificio». NEL 2014 per il ventennale allo stadio «Rigamonti» sono stati celebrati gli eroi di Wembley con una partita. Da Landucci a Giunta, ma anche Domini, Bonometti, il roccioso Baronchelli, Brunetti, Flamigni, Neri, Piovanelli, Mezzanotti. Ambrosetti, ovviamente. E per l’occasione ha fatto il suo ritorno Roby Baggio, «special guest» in una serata di festa e gioia. Venticinque anni dopo quel trionfo c’è un Brescia primo in classifica a nove giornate dalla conclusione. «Seguo sempre con grande interesse il Brescia, e non solo perché il calcio fa parte del mio lavoro. Credo che questo possa essere l’anno giusto per vedere finalmente la squadra tornare in serie A. Gli ingredienti principali ci sono tutti: la squadra ha qualità, gioca bene ed è guidata da un ottimo allenatore come Eugenio Corini. È arrivato il momento di alzare il ritmo e prendere quello che fino ad ora il Brescia ha dimostrato di meritare. Per tre quarti di campionato la squadra ha dato la propria impronta, anche a livello di personalità. Perché certe partite non si vincono o si ribaltano a caso. Nemmeno all’ultimo minuto. In un mondo che spesso può apparire falso come quello del calcio, il campo è l’unica cosa vera che esiste». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Maffessoli
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CLASSIFICHE
RISULTATI
Brescia
63
Lecce
60
Palermo
57
Benevento
53
Pescara
50
Hellas Verona
48
Spezia
46
Cittadella
45
Perugia
45
Cremonese
42
Cosenza
42
Ascoli
42
Salernitana
38
Crotone
34
Venezia
33
Foggia
31
Livorno
31
Padova
26
Carpi
26
Ascoli - Venezia
1-0
Brescia - Salernitana
3-0
Carpi - Pescara
0-0
Cittadella - Cremonese
1-3
Cosenza - Spezia
1-0
Foggia - Livorno
2-2
Hellas Verona - Benevento
0-3
Palermo - Padova
1-1
Perugia - Lecce
1-2
Crotone - [ha Riposato]