25 aprile 2019

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09.03.2019

L’omaggio a Corioni «Gino presidente del Brescia più bello»

Annamaria Bottazzi, vedova Corioni, e l’ex capitano del Brescia Andrea Caracciolo, che del presidente fu pupillo SERVIZIO FOTOLIVE/Filippo VeneziaQuanti ricordi in un click... Traguardi e fatiche in anni di era-CorioniI figli di Gino Corioni in prima fila all’inaugurazione di ieri
Annamaria Bottazzi, vedova Corioni, e l’ex capitano del Brescia Andrea Caracciolo, che del presidente fu pupillo SERVIZIO FOTOLIVE/Filippo VeneziaQuanti ricordi in un click... Traguardi e fatiche in anni di era-CorioniI figli di Gino Corioni in prima fila all’inaugurazione di ieri

Le fotografie, molto più che istantanee. Le didascalie, veri e propri racconti. I ricordi, non semplici commenti. Non c’è nessuno, fra i presenti alla Fondazione Civiltà Bresciana, mosso da convenienze o conformismi. C’è commozione invece, e tanta, nel ricordo del pres, a tre anni dalla scomparsa. Corridoi affollati, sorrisi e occhi lucidi per «Gino Corioni IL Presidente - Immagini e pensieri sulla figura dell’uomo» (visitabile fino al 17 marzo). È indiscutibile fin dall’inaugurazione, il successo dell’iniziativa di Paolo Parizzi, tifoso appassionato e grato. Indiscutibile perché chi era legato a Corioni, salvo impedimenti, ha voluto esserci ad ogni costo. Stringersi alla famiglia, dimostrare affetto e gratitudine insieme a maggior ragione adesso che non serve più, che non ci sono rapporti da tessere o consolidare con l’imprenditore o il dirigente sportivo. Adesso che l’esigenza è solo quella di rendere onore all’uomo. C’È CHI era all’estero ma verrà a far visita quanto prima - per esempio, Mircea Lucescu: oggi -. C’è il mondo del calcio e ci sono le istituzioni, fra scatti a colori e in bianco e nero. C’è chi ha amato Corioni «come un padre». «Tutti sanno cos’è stato il pres per me», dice Andrea Caracciolo, sforzandosi di controllare l’emozione. L’Airone oggi gioca nella Feralpisalò. Il Brescia è stato la sua casa, la sua gioia, la sua vita. Il Brescia di Corioni: «Gli devo tanto, è stata la figura più importante nella mia carriera. Se sono diventato il capocannoniere nella storia biancazzurra, se sono stato capitano e mi sono tolto grandi soddisfazioni, devo dire grazie a lui, che ha sempre creduto in me. E mi ha insegnato a mettere la faccia anche nei momenti difficili: quando le cose andavano male, veniva sempre negli spogliatoi a parlare con noi, a guardarci in faccia». Emilio Del Bono rivede gli scatti: Corioni in mezzo al campo, seduto su un pallone, abbracciato ai suoi giocatori, come nel filmato toccante realizzato da Parizzi per sintetizzare un’idea, accompagnando il percorso espositivo. Sorride, il sindaco: «Qui siamo nel posto giusto. Fondazione Civiltà Bresciana: ideale per un emblema della brescianità com’era Gino. Poteva apparire ruvido, ma era concreto, appassionato, generoso. Lo è stato sempre, con grandissimo stile. Se Boni è stato sindaco per sempre, Corioni è il presidente per sempre. Ci ha fatto vedere il calcio migliore, il più bello a Brescia. Non era molto ricco, era tanto carismatico. Ora al suo posto c’è un presidente non bresciano e le cose stanno andando bene, speriamo tutti per il meglio. Ma un giorno mi piacerebbe riavere al Brescia un presidente bresciano. Gino ha lasciato un segno profondo e per questo abbiamo voluto trovargli un posto nel nostro Famedio». PER MONSIGNOR Claudio Paganini, intervenuto alla presentazione come la vice-presidente della Fondazione Civiltà Bresciana Laura Cottarelli, «il Famedio è poco! Hagi, Baggio, Pirlo, Guardiola... Giusto raccontare ai giovani, soprattutto, chi era Gino Corioni. Come potevano essere fecondi i suoi silenzi. Questa mostra potrebbe diventare itinerante, girare per le scuole. Adesso il presidente è Cellino, che non è bresciano e ha detto di voler restare alcuni anni qui. Io spero che nel frattempo qualche imprenditore della nostra terra studi e cresca per farsi carico un giorno del futuro del Brescia». Il Brescia che fu di Corioni è presente in tante sue componenti: Alessandro Quaggiotto (che del presidente era anche parente), Fabio De Nard, Stefano Gelona, Giorgio Gaggiotti, Rosanna Pedrollo, Fausto Balduzzi... Il Brescia celliniano? Non pervenuto. La squadra è a Cosenza, il presidente a Miami. Ma a rappresentare una qualsiasi forma di vicinanza non c’è proprio nessuno. «Mio papà - dice Fabio Corioni - si è ritrovato spesso solo. Il suo problema era essere testardo: si aspettava che gli altri fossero come lui, Ma non era così. Non è così. Ringrazio Paolo Parizzi per questa mostra. Ci voleva un tifoso, per rendergli omaggio». La signora Annamaria Bottazzi ha esorcizzato la grande emozione ricordando quel marito «leggermente ingombrante, anche se diceva di essere semplice: Costo poco, la sera mangio un panino al salame... Aveva ragione, il mantenimento non era un problema. Erano i suoi hobby ad avere un certo peso...». E anche il suo Gino, dallo schermo e dalle pareti, sembra sorridere alla battuta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gian Paolo Laffranchi
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26
Ascoli - Venezia
1-0
Brescia - Salernitana
3-0
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0-0
Cittadella - Cremonese
1-3
Cosenza - Spezia
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