05 agosto 2020

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17.02.2020

La superiorità della Juventus favorita da sfortuna e cartellini

Mario Balotelli protesta con l’arbitro Chiffi di Padova
Mario Balotelli protesta con l’arbitro Chiffi di Padova

Alberto Armanini TORINO Difficile trovare altre motivazioni alla sconfitta che non siano legate alle assenze e all’accanimento della malasorte. Inutile scomodare la superiorità tecnica della Juventus sul Brescia, quello è un dato di fatto che avrebbe pesato anche a ranghi completi. Se però ci si aggiungono l’infortunio di Alfonso (ginocchiata involontaria di Higuain) e il rosso ad Ayé la faccenda è tremendamente complicata. Fino all’espulsione, al 36’ del primo tempo, il Brescia ha interpretato bene la sua partita, efficace nel fermare la strategia di lento logorio di posizione dei bianconeri con il canovaccio dettato dall’emergenza. Ovvero: compattezza, raddoppi, pressione in zona palla e ripartenze rapide. FINO AL GOL di Dybala la Juve ha fatto collezione di calci d’angolo (già 5 dopo i primi 10 minuti) ma il Brescia ha costruito le occasioni più pericolose. Un calcio di punizione di Balotelli e un colpo di testa di Bjarnason contro un tiro «ciccato» dall’argentino. Dal fallo di Ayé su Ramsey - la sola azione lanciata in cui il gallese ha tentato l’inserimento in area - il divario si è accentuato in modo definitivo. Merito a Dybala di aver infilato la punizione nel sette. Demerito al debuttante Andrenacci di non aver nemmeno tentato la parata sul palo forte. Il secondo tempo del Brescia è stato meno intenso del primo, con un 4-4-1 che ha condannato Balotelli all’inevitabile solitudine. I 35 palloni toccati, 2 meno di Andrenacci, sono lo specchio di questo inevitabile abbandono. In questo contesto non restano che pochi appunti sparsi sulla partita. E una certezza: si poteva uscire con dei punti ma sarebbe servita una partita perfetta in ogni situazione. Così non è stato. Corretta però la lettura tattica iniziale di Lopez, che ha scelto un 4-5-1 abbottonato per creare densità e pressione sui tre centrocampisti della Juve, recuperare palla con le mezze ali e provare a colpire ripartendo. Totalmente assente l’idea di spingere a sinistra, più attiva la corsia destra, con Sabelli coinvolto anche negli ultimi metri di campo (20 i tocchi nella trequarti bianconera nel primo tempo contro i 12 di Martella). Bene Bisoli, dal cui primo recupero è nata la verticalizzazione che ha portato alla punizione dal limite di Balotelli. Benino Bjarnason, che si è dato tanto da fare per eseguire alla lettera le istruzioni di Lopez. La Juve, al netto della vittoria, ha deluso. Poco dinamismo, tanto attendismo e un motore tenuto al minimo. Va capito quanto consapevolmente. Possibile che Sarri abbia esteso all’intera squadra lo stesso concetto applicato al recupero di CR7? Vale a dire: sfruttare la visita di un Brescia in estrema emergenza di uomini e risultati per avanzare in classifica con il minimo sforzo e gestire le forze per il prossimo mese? Eccezionale il solo Dybala: 103 tocchi di palla, 82 passaggi con una percentuale positiva del 92%, 7 tiri e 4 dribbling riusciti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberto Armanini
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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Benevento
86
Crotone
68
Spezia
61
Pordenone
58
Cittadella
58
Chievoverona
56
Pisa
54
Frosinone
54
Empoli
54
Salernitana
52
Venezia
50
Cremonese
49
Virtus Entella
48
Trapani
48
Cosenza
46
Ascoli
46
Pescara
45
Perugia
45
Juve Stabia
41
Livorno
21
Ascoli - Benevento
2-4
Chievoverona - Pescara
1-0
Cosenza - Juve Stabia
3-1
Cremonese - Pordenone
2-2
Frosinone - Pisa
1-1
Livorno - Empoli
0-2
Salernitana - Spezia
1-2
Trapani - Crotone
2-0
Venezia - Perugia
3-1
Virtus Entella - Cittadella
2-3