13 dicembre 2019

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05.11.2019

Luca Castellini l’ultrà che vuole Hess in panca

Luca Castellini ad una manifestazione nelle strade di Verona
Luca Castellini ad una manifestazione nelle strade di Verona

Ivan Juric, l’allenatore che non ha sentito i cori contro Balotelli, forse non lo sa. Ma Luca Castellini vorrebbe un altro al suo posto sulla panchina dell’amata Hellas. Mourinho? Guardiola? Allegri? No, nessun guru della tattica. Castellini, il capo degli ultras del Verona e di Forza Nuova del Nord Est, vorrebbe Rudolf Hess. Sì, il delfino di Hitler, morto nel carcere di Spandau dove lo hanno mandato a finire i suoi giorni dopo Norimberga, risparmiandogli la forca. Lo ha detto più volte, lo ha cantato in coro alle feste dell’estrema destra veneta. Del resto, come dargli torto, chi meglio di Hess può allenare una squadra «a forma di svastica»? Perché, sempre il suddetto Castellini, è così che vorrebbe l’Hellas. Sapevamo che gli inglesi, inventori del calcio, utilizzavano il modulo WM, ma il modulo a svastica chi l’aveva mai sentito! Invece pare sia in voga tra gli ultras del Verona, che a questo punto sapranno dire quale sia il posto del centravanti in un modulo simile. Castellini però non si considera il capo della curva gialloblù, almeno questo ha scritto ieri a tutti i giornali. In effetti, pare abbia un Daspo dal 2017, ma non è certo un Daspo che può delegittimare un leader delle curve. Semmai è il contrario. Tuttavia, Castellini tiene a che le sue parole - «Balotelli non è italiano perché un italiano non può essere negro» eccetera - gli siano attribuite non in quanto ultrà ma in quanto coordinatore di Forza Nuova. Prima politico che tifoso, insomma, anche se lui, definitosi una volta «ideologo del tifo», pare pensarsi a metà strada. Politica la fa da molti anni. Adesso che ne ha 44 è in Forza Nuova, con la quale si è candidato alle ultime elezioni europee. Prima ancora, nel 2012, aveva corso per fare il sindaco di Verona. Ma i suoi primi passi li mosse nella Fiamma tricolore, diciottenne, ultimo anno di Ragioneria. Se il tifo divide, la fede fascista unisce, tant’è che a Brescia non è raro vederlo. A parte il fatto che vive sul Garda, se c’è uno striscione a caratteri runici dietro è facile ci sia lui. Era in prima fila quattro anni fa negli scontri di via Cavallotti, e di recente in occasione dell’apertura della sede di FN in via Milano. Non gli dispiace apparire, se lo intervistano non si tira indietro. L’apologia del fascismo non gli basta, lui passa direttamente a quella del nazismo. Per lui gli ebrei sono i padroni del mondo, non quelli uccisi a milioni nelle camere a gas, gli piace parlare di «grande sostituzione», di mondialismo. E se qualcuno gli ricorda che quando è tra teste rasate non si esprime proprio così, se gli si rimprovera una spiccata tendenza ad esaltare Hitler e le sue gesta, lui si stupisce dello stupore: «È solo goliardia».

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25
Chievoverona
24
Frosinone
23
Perugia
23
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22
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14
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13
Livorno
11
Benevento - Trapani
5-0
Chievoverona - Cremonese
1-0
Cittadella - Salernitana
4-3
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Pescara - Venezia
2-2
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0-2
Pordenone - Crotone
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