08 agosto 2020

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02.07.2020 Tags: Brescia Calcio

Luci (spente) a San
Siro. E il Brescia
umiliato precipita
verso la «B»

MILANO Luci spente a San Siro e la Scala del calcio è una scala buia per il povero Brescia, umiliato dagli avversari e dalla propria inconsistenza tecnica e fisica, mandato allo sbaraglio della Serie A con una rosa inadeguata. Non c’è nemmeno il carattere, il piccolo segnale incoraggiante delle ultime esibizioni. Niente di niente. Black out completo. Sulla partita contro l’Inter, sul campionato. Lo 0-6 non è il «ko» più pesante nella Milano nerazzurra, nel 1966 c’è stato pure uno 0-7 ma quel Brescia era arrivato a metà classifica e quella era la Grande Inter che trionfava in Europa e nel mondo. Questa ancora non ha vinto nulla e va giù di goleada anche se i suoi cannonieri, il titolare Lautaro e il part time Lukaku, restano all’asciutto. Meno male. Il Brescia è sbagliato sin dall’inizio. Lopez lascia fuori Torregrossa (ma non avrebbe bisogno di giocare per ritrovare la condizione?) e schiera Ayé in attacco. Se c’era bisogno di un ulteriore segno dell’inadeguatezza del francese, la sua prova contro l’Inter dice tutto: non pervenuto in attacco e disastroso quando viene a difendere tanto da farsi sfuggire persino Gagliardini, che non segna nemmeno a porta vuota e qui, elusa la marcatura del francese, fa centro di testa! , che il suo errore lo commette tutte le sante partite, stavolta la palla persa sul primo gol segnato da Young. Passi per Donnarumma, che al 4’ sullo 0-0 si mangia un’occasione colossale e al 5’ vede l’Inter andare in vantaggio: era lì sul passaggio di Tonali. A un attaccante può capitare di sbagliare, soprattutto sull’unica palla giocabile ricevuta in 45 minuti. Certo, non è facile nemmeno per un capocannoniere tornare titolari dopo essere stato per mesi la riserva dell’Ayé di cui sopra. I 60 secondi che vanno dal 4’ al 5’ del primo tempo sono l’inizio della fine di una partita che non si vede l’ora che si concluda. Un incubo il Brescia ridotto così, senza capo né coda, piuma al vento in attacco, inesistente a centrocampo se non per qualche lampo fioco di Tonali e non parliamo della difesa, già problematica con adeguata protezione, figurarsi senza come in questa occasione. Anche Lopez, che sin qui aveva gestito con saggezza il poco che passa il convento, perde la trebisonda. Gioca in partenza con il 4-4-2, ma contro l’avversario più forte dei 3 incontrati dopo la ripresa indebolisce l’attacco. E Torregrossa, entrato nel secondo tempo al posto di Donnarumma (!), si batte, tira due volte verso la porta di Handanovic, è costantemente in agguato, l’unico a meritare la sufficienza, e insieme a Tonali e a Joronen, il solo che mostra di avere la consistenza per stare a questi livelli. MA NON CI SONO scuse, non ci sono attenuanti. Con il Brescia così fragile e la partita così indirizzata, persino Manganiello riesce ad arbitrare passabilmente e a non suscitare rabbia. Non c’è bisogna di spingere la grande di turno, è il Brescia che si spinge da solo nel baratro, che sprofonda, che più passano i minuti e meno ci capisce qualcosa. E se «ogni partita deve essere una finale», questa non è presa nemmeno come un’amichevole. Semplicemente non viene giocata e la differenza di punti non può giustificare una simile disfatta. All’andata a Mompiano il Brescia aveva perso ma se l’era giocata. In panchina c’era Eugenio Corini, in campo c’erano Bisoli, Chancellor e Cistana, attualmente infortunati. Soprattutto c’era Balotelli, il giocatore che in questa rosa ha vinto più di tutti, che tecnicamente e fisicamente come lui nessuno. E sicuri che, in queste ultime partite, caricandolo a dovere non poteva tornare utile? Per come è andata la partita, leggersi i minuti a fianco. I cannonieri scelti di Conte si prendono una serata di quaresima del gol ma i 6 centri arrivano da tutti i reparti: Young e Sanchez (su rigore); D’Ambrosio e Gagliardini; Eriksen e Candreva, che prende pure una traversa. Joronen ne evita un altro paio, davanti alla porta i nerazzurri giocano a chi sbaglia di più. D’accordo che la disfatta di San Siro vale tanto quanto la bella ma sfortunata prova dell’andata: zero punti. Ma così no, meglio mettersi il cuore in pace. E non c’è bisogno che l’ultimo spenga le luci. A San Siro per il Brescia non si sono mai accese. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vincenzo Corbetta
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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Benevento
86
Crotone
68
Spezia
61
Pordenone
58
Cittadella
58
Chievoverona
56
Pisa
54
Frosinone
54
Empoli
54
Salernitana
52
Venezia
50
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49
Virtus Entella
48
Trapani
48
Cosenza
46
Ascoli
46
Pescara
45
Perugia
45
Juve Stabia
41
Livorno
21
Ascoli - Benevento
2-4
Chievoverona - Pescara
1-0
Cosenza - Juve Stabia
3-1
Cremonese - Pordenone
2-2
Frosinone - Pisa
1-1
Livorno - Empoli
0-2
Salernitana - Spezia
1-2
Trapani - Crotone
2-0
Venezia - Perugia
3-1
Virtus Entella - Cittadella
2-3