23 aprile 2019

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14.04.2019

Piovani aspetta solo la festa «Corini ha un gruppo da A»

Gianpiero Piovani, 50 anni, in azione con la maglia del Brescia contro l’Udinese nel 1986Piovani con la maglia del Livorno, con cui ha giocato per 2 stagioni
Gianpiero Piovani, 50 anni, in azione con la maglia del Brescia contro l’Udinese nel 1986Piovani con la maglia del Livorno, con cui ha giocato per 2 stagioni

Brescia rappresenta per lui il trampolino di lancio nel calcio che conta, Livorno la piazza nella quale si è rilanciato dopo esser stato il beniamino del pubblico di Piacenza. Ecco perché domani sera Gianpiero Piovani non potrà che avere il cuore diviso. «Brescia è però la squadra della mia città - tiene a precisare «Pio», oggi tecnico in serie A del Sassuolo femminile -. Sono contento di quello che la squadra sta facendo e mi auguro che possa tagliare quanto prima il meritato traguardo della serie A. Sarei molto felice, anche perché il Brescia è allenato da un mio caro amico come Eugenio Corini: insieme abbiamo condiviso lo spogliatoio in biancazzurro e, successivamente, a Piacenza con Gigi Cagni in panchina e vissuto insieme anni fantastici. Spero comunque a fine stagione che anche il Livorno possa festeggiare la salvezza». UN INCROCIO che riporta alla mente del furetto di Gerolanuova tanti bei ricordi. «Con il Brescia ho debuttato in tutte le categorie professionistiche e ottenendo due promozioni anche se impiegato poco in quanto giovane. In C contro il Montebelluna, ma come dimenticare quello in B con Tony Pasinato contro il Cagliari». Bastarono sei minuti e un colpo di testa (vista la stazza non certo la sua specialità) per eleggere Piovani come «golden boy». E poi la serie A. «In un Rigamonti pienissimo contro il Napoli di Maradona: l’emozione che provo ancora oggi è sempre molto forte». Livorno invece è la tappa della seconda giovinezza. «Qui il ricordo più bello che conservo è legato alla vittoria della serie C - prosegue Piovani -. Eravamo un gruppo molto forte guidato da un allenatore come Osvaldo Jaconi che in carriera non ha mai avuto la possibilità di allenare in serie A come avrebbe meritato. In carriera ha vinto 11 campionati in panchina: credo che qualcosa significhi. La squadra? Protti, Gelsi, Vanigli, Cannarsa, Ruotolo, Doga, e...». E un giovanissimo Chiellini? «Sì, vero. Giorgio aveva solo 16 anni. Abitava vicino a casa mia e, non avendo ancora la macchina, lo accompagnavo io avanti e indietro dagli allenamenti. Quando finivamo si fermava da me a giocare alla Playstation con i miei figli Jacopo e Mattia. Si vedeva già che aveva qualità e una grande personalità. Pensare che in allenamento menava anche Protti senza troppi complimenti». LA CLASSIFICA lascerebbe pensare ad una partita sulla carta facile per i biancazzurri. Eppure... «Il Brescia dovrà prestare attenzione perché Livorno è un campo molto difficile. Il pubblico è il dodicesimo uomo, un po’ come sta accadendo al «Rigamonti» in questa stagione, e sa trascinare la squadra a tirar fuori grinta e determinazione. Contro il Brescia cercheranno di spezzettare il gioco e il ritmo: saranno queste le difficoltà maggiori per il Brescia. Però questo primo posto dei biancazzurri è ampiamente meritato, certificato da una qualità superiore rispetto alle squadre avversarie e ad un gioco spumeggiante e produttivo. I risultati sono stati sin qui molto importanti: non resta che percorrere gli ultimi passi verso una serie A che Brescia e i bresciani meritano di ritrovare». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Maffessoli
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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Brescia
63
Lecce
60
Palermo
57
Benevento
53
Pescara
50
Hellas Verona
48
Spezia
46
Cittadella
45
Perugia
45
Cremonese
42
Cosenza
42
Ascoli
42
Salernitana
38
Crotone
34
Venezia
33
Foggia
31
Livorno
31
Padova
26
Carpi
26
Ascoli - Venezia
1-0
Brescia - Salernitana
3-0
Carpi - Pescara
0-0
Cittadella - Cremonese
1-3
Cosenza - Spezia
1-0
Foggia - Livorno
2-2
Hellas Verona - Benevento
0-3
Palermo - Padova
1-1
Perugia - Lecce
1-2
Crotone - [ha Riposato]