23 ottobre 2020

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29.09.2020 Tags: Brescia Calcio

Pirlo, la brescianità
per far
grande la Juve

Andrea Pirlo alla «Palestra del Maestro» realizzata col suo contributo SERVIZIO FOTOLIVE / Fabrizio Cattina
Andrea Pirlo alla «Palestra del Maestro» realizzata col suo contributo SERVIZIO FOTOLIVE / Fabrizio Cattina

Il rientro da Roma in nottata, qualche ora di sonno (poche e certamente tormentate dal raddoppio di Veretout) poi via di corsa da Torino fino a Brescia. O meglio fino a Gussago. Per un giorno Andrea Pirlo ha messo in stand-by la sua missione bianconera ed è tornato a casa. È tornato «per vedere da vicino e toccare con mano», parole sue, la realizzazione di NeMo, il centro ad alta specializzazione per le malattie neuromuscolari inaugurato ieri al «Richiedei» di Gussago (se ne dà ampio risalto nelle pagine della cronaca di Bresciaoggi) che lui stesso ha contribuito a costruire. In particolare è la palestra di NeMo, ribattezzata in suo onore «Palestra del Maestro», ad essere stata realizzata grazie ai fondi raccolti con la sua partita d’addio al calcio nel 2018: «Avevo avuto modo di parlare con Massimo Mauro e Luca Vialli, la cui Fondazione sostiene da tempo la ricerca e lo sport - ha rivelato Pirlo -. Così abbiamo deciso di devolvere il ricavato della partita ai più bisognosi. Per me è stato automatico pensare a loro, dato che si rivolgono a tanti sportivi, spesso anche ex colleghi, in difficoltà». Naturale, soprattutto, l’accostamento bresciano. PIRLO ha lasciato Brescia nel 2001 ma ha conservato un attaccamento non comune con la sua terra. Anche adesso che allena la Juventus ed è lanciato verso l’ossessione Champions non dimentica da dove è partito: «Sono e sarò sempre bresciano, è giusto che io sia attaccato e radicato alla mia terra - racconta sul palco del Richiedei -. Sono andato via da casa a diciotto anni ma ho sempre cercato di tornare. Così ho fatto anche stavolta». Tra Milan, Juve, New York City e Nazionale, la brescianità è sempre stata la sua ricetta vincente oltre che uno dei suoi velati marchi di fabbrica. È certo continuerà a esserlo anche ora, da allenatore di una squadra per cui la vittoria è quasi un obbligo: «Dentro di me c’è sempre lo spirito bresciano, la voglia di raggiungere ogni obiettivo e ogni traguardo in qualsiasi modo - dice Pirlo -. Penso sia un buon atteggiamento anche per affrontare la malattia, per imparare a conviverci e cercare di stare meglio, una medicina fondamentale per andare avanti e raggiungere gli obiettivi». ALLA JUVE saranno i più ambiziosi possibile. Quelli che Sarri ha mancato in parte e che Max Allegri ha sfiorato in più di un’occasione. Non è dato sapere, nemmeno di fronte a taccuini e microfoni bresciani, in quale modo Pirlo stia vivendo questo primo ambientamento bianconero, né come si senta nel parallelo con il passato o come viva la pressione della vittoria ad ogni costo. Lo sguardo e il sorriso appena accennato, però, sono gli stessi che aveva da calciatore e infondono sicurezza. Nella sua giornata gussaghese, Pirlo ha visitato le strutture che ha contribuito a realizzare, si è intrattenuto con il presidente di NeMo Alberto Fontana e ha pure avuto modo di scambiare qualche battuta con Paolo e Giacomo, due malati di Sla che gli hanno riservato un discorso di benvenuto. «Due esempi», come li ha definiti Massimo Mauro. Ironia della sorte, uno interista e l’altro... romanista. Andrea ha condiviso con loro qualche istante, poi si è concesso per qualche battuta extra calcio raccontando anche il proprio legame personale con la malattia: «Un mio zio è morto qualche anno proprio di Sla, conosco bene questa malattia e purtroppo anche le sue conseguenze. Fare questa beneficenza è stato doveroso. Ed essere qui è ancora più importante. Le donazioni - conclude Pirlo - non devono essere un peso ma un piacere e in queste occasioni bisogna esserci, accantonare gli impegni e la stanchezza e venire a toccare con mano quello che è stato realizzato e come hanno lavorato». Anche questa è brescianità. Anche questo è essere un campione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberto Armanini
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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Cittadella
10
Empoli
10
Salernitana
8
Venezia
7
Chievoverona
7
Frosinone
7
Reggina
6
Lecce
5
Reggio Audace
4
Cosenza
4
Brescia
4
Ascoli
4
Monza
3
Spal
3
Pordenone
3
Cremonese
3
Virtus Entella
3
Pisa
3
L.r. Vicenza Virtus
2
Pescara
1
Ascoli - Reggio Audace
2-1
Chievoverona - Brescia
1-0
Cittadella - Pordenone
2-0
Empoli - Spal
2-1
Frosinone - Virtus Entella
0-0
Lecce - Cremonese
2-2
L.r. Vicenza Virtus - Salernitana
1-1
Pisa - Monza
1-1
Reggina - Cosenza
0-0
Venezia - Pescara
4-0