22 aprile 2019

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25.03.2019

«Questa squadra
ha le caratteristiche
per andare in A»

Gigi Cagni: nel 2017 ha salvato il Brescia con 19 punti in 12 gare
Gigi Cagni: nel 2017 ha salvato il Brescia con 19 punti in 12 gare

Miracolo è una parola grossa, oggi usata e abusata, dunque non è il caso di inserire nella categoria dei fatti sovrumani, la salvezza conquistata dal Brescia sotto la regia di Gigi Cagni e la promozione sempre più vicina del direttore d’orchestra Eugenio Corini.

Cagni, il paragone regge?
Certamente regge. Mi sono sentito salvatore della patria. Una delle imprese più importanti di tutta la carriera. E una delle più difficili anche perché c’erano certe situazioni, che non voglio dire, non semplici. Se il Brescia non si fosse rivolto a un allenatore con parecchia esperienza sulle spalle, come Cagni o altri, sarebbe certamente retrocesso. Lo stesso discorso, naturalmente con un obiettivo opposto, è lecito fare per Corini. All’inizio per lui non è stato semplicissimo cambiare pelle alla squadra.

Questione di lana caprina: merito più di Corini o della squadra?
Di entrambi. La scorsa settimana sono stato a Brescia. Mi sarebbe piaciuto incontrare Corini, ma avevo troppi impegni, Eugenio anche, dunque non è stato possibile. Però ci siamo sentiti per telefono. Mi ha dato l’impressione di far parte della schiera di quelli che sanno cosa devono fare. Si trova nella condizione ideale per disputare al meglio lo sprint finale.

Pausa santa e benedetta?
Sarà pure così. Prima della sosta c’era qualche problema, ma questa squadra è andata a Cosenza e ha vinto. Il Brescia non molla mai ed è importantissimo. Ottiene quello che vuole anche quando la partita sembra compromessa e non è la prima volta che succede. Significa che gode di ottima salute dal punto di vista mentale ma sta bene, nonostante i giocatori infortunati, anche sul piano fisico.

Se le gambe girano e il cervello funziona non sarà poi tanto difficile tagliare per primi il traguardo.
Appunto. Il Brescia gioca bene, ha qualità e può contare su giocatori che fanno la differenza: ha tutte le caratteristiche che servono per tornare in A.

Anche se gli acquisti di gennaio, importanti per none e caratteristiche, finora hanno dovuto fare i conti con infortuni assortiti.
Con gli infortuni non c’è niente da fare, ma il presidente è stato comunque molto bravo. Già puntare su un giocatore come Donnarumma, per cui si sono spesi parecchi quattrini, significa mandare un messaggio alle altre squadre. Ma, sfortuna a parte, se si tesserano a gennaio giocatori del livello di quelli acquistati dal Brescia, non serve solo ad aumentare la qualità ma ha un effetto positivo sullo spogliatoio. Aiuta moltissimo inserire all’inizio di stagione, o a campionato in corso, elementi che sanno cosa significa vincere. Il sapore della vittoria è contagioso. Il Brescia può contare su un organico importante. Un gruppo che può fare qualcosa di buono anche in Serie A.

Con i doverosi correttivi?
Qualche ritocco sarà necessario. Cellino però ha allestito una squadra che, conquistata la promozione, non va smantellata. Ma parlarne in questo momento mi sembra inopportuno.

Senza scomodare troppo i fatti e fattacci di casa Inter, quanto scoppia una grana quanto conta l'allenatore?
Se vogliamo riferirci all'Inter, tutto è nato perché il giocatore ci ha messo del suo. Non faccio parte di quelli che tirano in ballo il sesso del suo agente. Dico semplicemente che Icardi si affida a un procuratore che non è all’altezza di un compito. Tornando a bomba sono arciconvinto che lo spogliatoio ha la sua importanza in qualunque realtà e, se nascono problemi, deve scendere in campo la società. Tutto di guadagnato se l’allenatore interviene meno.

Da questo punto di vista il Brescia si trova in una botta di ferro. Cellino è tutto meno che un presidente che delega.
Nessuno può mettere in pedi in testa a Cellino. Il Brescia può contare su un presidente molto, davvero molto esperto. Un presidente che sa cosa si deve fare per vincere. Cellino ha corretto l’errore iniziale. Non che Suazo sia scarso, ma non ha l’esperienza indispensabile per guidare una stagione di un certo livello.

Un discorso che le sta caro?
Non capisco perché certi presidenti allestiscano squadre per fare grandi risultati e non le affidino a tecnici che in carriera hanno vinto qualcosa. Un passaggio logico oltre che fondamentale. Ma spesso è una strada che non viene percorsa. Quanti allenatori sono stati cambiati fra A e B? Un’enormità. Ma cosa si può pretendere se ogni anno vengono sfornati 30 allenatori in grado di prendersi carico di una squadra anche di Serie A? E l’assurdo si estende anche ai settori giovanili. Se si investe sui ragazzi, vanno fatti crescere da allenatori professionisti. Non da chi fa un altro mestiere.

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Serie B

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RISULTATI
Brescia
60
Lecce
57
Palermo
56
Benevento
50
Pescara
49
Hellas Verona
48
Spezia
46
Cittadella
45
Perugia
45
Cremonese
39
Cosenza
39
Ascoli
39
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38
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34
Venezia
33
Foggia
30
Livorno
30
Padova
25
Carpi
25
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