19 agosto 2019

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14.07.2019

Colbrelli, il Tour è casa tua: «Ma ora voglio vincere»

Colbrelli al centro con i fan arrivati in Francia e (i primi da destra)  mamma Fiorelisa e papà Federico
Colbrelli al centro con i fan arrivati in Francia e (i primi da destra) mamma Fiorelisa e papà Federico

Otto giornate di gara, tre top five e due top ten: è il brillante bilancio di Sonny Colbrelli fin qui al Tour de France numero 106, dove in maglia gialla parte questa mattina da Saint Etienne il transalpino Julian Alaphilippe. IL CORRIDORE di Casto per il secondo anno di fila è la ruota più veloce della Bahrain Merida alla Grande Boucle, dove però nei finali di gara si deve arrangiare e scegliere la ruota giusta per poter aspirare al podio. Dennis, Cortina e Mohoric, uomini designati per pilotarlo negli arroventati sprint a ranghi affollati, per ora latitano. Solo Mohoric un paio di volte ha cercato di stargli davanti, mentre gli altri si sono persi nella pancia del gruppo. Il passista-veloce di casa nostra non si arrampica sui vetri e non drammatizza, anche se basta seguire con attenzione le volate del gruppo compatto per constatare che solo l’altro giorno, nella tappa di Colmar, è stato lui a sbagliare, mentre nelle altre ha compiuto autentici miracoli per lottare con le frecce del Tour. Fin da quando ha iniziato a correre con la maglia del Team Vallesabbia Delio Gallina è abituato a fare sempre tutto da solo o quasi. Anche se lui davanti ai media sostiene il contrario. Anche l’altro giorno sul traguardo di Chalon sur Saone ha ringraziato la squadra. «Mi spiace non aver centrato il podio perché la squadra oggi è stata perfetta (!). Ho tardato troppo ad azionare il rapporto più lungo e alle fine mi sono ritrovato quarto». Anche il giorno dopo ha sfiorato il podio, che al Tour è davvero un risultato eccellente. «Questa volta ho disputato una volata molto buona: nelle ultime decine di metri ho recuperato numerose posizioni, ma il podio l’ho soltanto sfiorato». DUE QUARTI POSTI nella quinta e settima tappa, un quinto nell’ouverture di Bruxelles. «Anche in Belgio ho lottato fino alla fine per conquistare la maglia gialla. Ho chiuso la cinquina di giornata e sinceramente non ero proprio contento. Ero partito con l’obiettivo di vestire la prima maglia di leader». Il nono posto nella cronosquadre e il settimo nella terza tappa testimoniano la bontà delle sue qualità e la buona condizione fisica e mentale. «Mi sono preparato bene e credo di averlo dimostrato anche al campionato italiano di Compiano dove sono stato secondo. Mi manca davvero poco per rompere l’incantesimo in un grande giro». Adesso però si avvicinano le montagne. «Oggi e domani posso però fare bene. Sono due tappe che ho evidenziato da tempo perché nonostante le salite credo di poter lottare per la zona medaglia. Anche oggi fino a trenta dall’arrivo ho tenuto duro, ma sulla sesta delle sette salite mi sono scoppiate le gambe. Ho preferito poi procedere senza strafare in vista delle prossime due tappe dove conto proprio di farmi vedere». Anche perché da Casto sono giunti a sostenerlo mamma Fiorelisa, papà Federico e una quindicina di soci del suo fan club. «Mi piacerebbe regalare un bel risultato a mamma e papà e ai miei tifosi più accaniti. Mi seguono in tutto il mondo e vorrei gratificarli come meritano». Poi ci sono due tifose speciali. «Vero: la mia compagna Adelina e mia figlia Vittoria, che torneranno a fine Tour a Parigi come un anno fa». Un anno fa chiuse il Tour con cinque top ten, arrivando due volte secondo. È il momento di spezzare il digiuno. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Angiolino Massolini
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